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Il Trattato
di Roma del 1957 ha stabilito gli obiettivi generali di una
politica agricola comune per i propri membri e il Congresso
di Stresa del 1958 ha posto le basi del programma. Tuttavia,
gli strumenti specifici, necessari per rendere effettivo il
programma, sono stati fissati più tardi. Tra questi, il fondo
comunitario per finanziare la politica agricola comune,
conosciuto come Fondo europeo di orientamento e garanzia
agricola, o FEOGA e le disposizioni regolatrici, conosciute
come organizzazioni comuni di mercato, o OCM.
Quest’ultime furono approvate nel 1960 e la PAC è entrata in
vigore nel 1962. Nel 1964, il FEOGA è stato diviso in due
sezioni, la Sezione Garanzia e la Sezione Orientamento.
A.
Solidarietà Finanziaria: principio base della Comunità
La solidarietà
finanziaria significa che i costi connessi alla PAC sono pagati
dalla Comunità Europea nel suo insieme e non da uno specifico
stato membro. L'articolo 34 del Trattato di Roma ha
stabilito la tecnica di investimento della PAC, conosciuta come
Fondo europeo di orientamento e garanzia agricola. Le
risorse del FEOGA sono stanziate collettivamente dagli stati
membri indipendentemente da chi ne trarrà maggior beneficio
dalle spese in agricoltura. In pratica, la Germania ed il Regno
Unito hanno fortemente finanziato i fondi per la PAC che sono
ritornati agli agricoltori di quei paesi, mentre l'Irlanda e i
Paesi Mediterranei, Spagna, Portogallo e Grecia, sono stati i
beneficiari netti del programma.
Il FEOGA è una
parte del budget generale della Comunità: il finanziamento è
essenzialmente determinato dalla rappresentanza economica degli
stati membri. Questa solidarietà finanziaria tra stati membri
ricchi e meno ricchi è uno dei principi di base della Comunità.
È il presupposto per avere un maggior livello di equilibrio
economico e sociale all'interno della Comunità, un disegno che
sta svolgendo un ruolo quanto mai importante nella politica
agricola. Oltre che dai contributi finanziari nazionali al
budget della Comunità, il reddito deriva, inoltre, dai dazi
doganali imposti dalla Comunità sulle importazioni da paesi
fuori dall’UE. Costituire un fondo per la PAC è stato l’unico,
grande articolo nel budget della Comunità ed è costantemente al
centro del dibattito quando il Consiglio ed il Parlamento
Europeo prendono decisioni rispetto al budget Comunitario.
Il totale
della spesa agricola e la sua ripartizione fra i vari prodotti e
provvedimenti vengono stabiliti dal Consiglio dei Ministri e dal
Parlamento Europeo secondo la procedura del bilancio generale.
Queste procedure sono state consolidate dall'accordo
interistituzionale del 29 ottobre 1993 con il consenso del
Parlamento Europeo, del Consiglio e della Commissione,
l’intenzione è quella di rendere effettiva la regola di bilancio
e migliorare il funzionamento della procedura annuale di
bilancio e della cooperazione fra le istituzioni sulle questioni
finanziarie. Questo patto ha rinnovato l'accordo del febbraio
1988 del Consiglio Europeo (Capi di Stato) sulla disciplina di
bilancio, che prevedeva un limite massimo sulle spese agricole,
in modo da collegarlo alle tendenze del prodotto interno lordo
dell’Unione Europea.
Il controllo
sulle spese agricole è, quindi, l’obiettivo chiave della
politica dell’UE. In rapporto al budget totale dell’UE, la PAC è
in tendenza verso al ribasso: dal 70% del budget totale dell’UE,
nel 1980, al 48% circa nel 1995. Ogni anno, il progetto di
bilancio preliminare della Commissione enuncia i requisiti
richiesti. Tutti le nuove decisioni e proposte inerenti alla
politica agricola vengono analizzate tanto quanto le loro
implicazioni finanziarie, ma, per evitare una grande divergenza
fra le assegnazioni proposte e i reali requisiti, ciò non è
sempre possibile. Le tendenze della produzione nella Comunità, i
prezzi del mercato mondiale e i tassi di cambio non possono
essere pronosticati nel dettaglio.
La spesa della
politica dei prezzi e di mercato è denominata spesa
obbligatoria. La Comunità deve rendere disponibili le
risorse necessarie per il funzionamento della politica agricola
comune.
In questo
modo, si garantisce la continuità della politica agricola. Il
FEOGA dà una struttura stabile, che rende possibile la
realizzazione, a lunga durata, della politica agricola aziendale
della Comunità.
La
Sezione Garanzia: la politica di finanziamento dei mercati e dei
prezzi
Il Fondo
europeo di orientamento e garanzia agricola comprende due parti.
La sezione garanzia finanzia le spese comunitarie nell'ambito
della politica sui prezzi e sui mercati, ivi compresi i premi
compensativi di riforma della PAC e i provvedimenti che li
accompagnano. La spesa del FEOGA di gran lunga maggiore va alla
Sezione Garanzia - il 90% circa nel 1995 – di cui circa
la metà per i pagamenti diretti agli agricoltori. Come
conseguenza della riforma della PAC, la sezione Garanzia ha
dovuto costituire un fondo per altre misure, come i
provvedimenti sul set-aside, il sostegno al reddito e la tutela
dell'ambiente. Agenda 2000 ha trasferito alla Sezione Garanzia
anche il sostegno al reddito per le misure di sviluppo
strutturale e rurale.
La Sezione Orientamento: Finanziamento alla politica delle
strutture
La
Sezione Orientamento contiene le risorse della Comunità
stanziate per la politica delle strutture, come i sussidi per
l’ammodernamento delle aziende, l'insediamento dei giovani
agricoltori, l’assistenza alla lavorazione e alla
commercializzazione, la differenziazione e così via. Inoltre,
insieme al fondo monetario regionale europeo ed al fondo
monetario sociale europeo, finanzia le azioni per lo sviluppo
rurale. La progettazione e l'esecuzione di queste misure è
completamente decentralizzata e si applica il principio del
cofinanziamento nella cooperazione con il singolo stato membro o
con le regioni. Circa il 10% del budget totale di una azienda
agricola viene assegnato alla Sezione Orientamento.
B.
Organizzazioni comuni di mercato (OCM)
L'articolo 34
del Trattato di Roma ha proclamato l’istituzione delle
organizzazioni comuni di mercato, l’insieme dei regolamenti
riguardanti i diversi prodotti agricoli che si applicano a tutti
gli Stati membri. Gli OCM hanno sostituito le organizzazioni
nazionali di mercato, in atto al momento dell’organizzazione
dell'UE, o quando nuovi Stati entrarono a far parte dell'unione.
L'intenzione delle organizzazioni di mercato era di generare un
meccanismo che realizzasse gli obiettivi della Politica Agricola
Comune, cioè stabilizzare i mercati, fornire un giusto standard
di vita per gli agricoltori ed incrementare la produttività
agricola.
Le
organizzazioni comuni di mercato sono poste al livello più alto
dell'UE. Sono proposte dalla Commissione Europea e approvate dal
Consiglio dell’Unione Europea. Una volta che un’OMC viene
approvata, la CE, assistita da un comitato, avvia i meccanismi
di esecuzione.
Le OCM
regolano la produzione e la vendita di circa il 90% del totale
dei prodotti agricoli nella Comunità Europea, ivi compresi i
cereali, carne suina, uova, pollame, frutta e verdura, banane,
vino, latticini, bovini, riso, oli e grassi (compreso l’olio di
oliva e le piante oleose), zucchero, fiori, foraggio essiccato,
frutta e verdure trasformate, tabacco, lino e canapa, luppoli,
semi, carne ovina, carne caprina ed altri prodotti. (attualmente
non ci sono OCM per patate o alcool.) A seconda del prodotto,
l’OCM può consistere in regole comuni sulla concorrenza, nel
coordinamento obbligatorio di varie organizzazioni dei mercati
nazionali e/o nell'organizzazione europea dei mercati. E’ stata
disposta la politica socio-strutturale che coordina il processo
di adattamento delle strutture dell'azienda agricola. Possono
riguardare le tecniche di produzione, le forme dell'azienda
agricola, la formazione degli agricoltori ed altri argomenti. Le
OCM sono costituite per ogni prodotto e hanno effetto per ogni
anno di commercializzazione.
L’attività delle Organizzazioni di Mercato
Gli incarichi
delle Organizzazioni di Mercato consistono nel fissare i prezzi,
dei singoli prodotti agricoli, in tutti i mercati europei,
nell’assegnare il sussidio ai produttori o agli operatori del
settore, nello stabilire i meccanismi di controllo della
produzione e nell’organizzazione del commercio con i paesi non
membri dell’UE. Gli agricoltori sono incoraggiati a costituire
le organizzazioni dei produttori. Altre disposizioni regolano le
condizioni per le sovvenzioni a questi prodotti ed i rapporti
fra gli stati membri e la Commissione.
Come indicato,
gli OCM variano a seconda del prodotto. Sulla base del mercato
unico, garantiscono i prezzi per più del 60% della produzione
agricola. Gli OCM che caratterizzano l'intervento dell’UE per
assicurarsi la produzione in surplus e la protezione esterna
contro le importazioni a più basso costo, comprendono prodotti
quali i cereali, il riso, lo zucchero, il latte ed i latticini,
il manzo e il vitello. Gli altri sistemi amministrativi dell’OCM
includono:
-
sostegno
dei prezzi e sussidi diretti (cereali, grano duro, olio di
oliva),
-
solo
sussidi diretti (semi oleiferi, lino, canapa e cotone),
-
protezione
nell'importazione ed assistenza nell'esportazione (pollame
ed uova) e
-
regimi che
assicurano soltanto la protezione nell'importazione (qualche
frutta e verdure).
Il controllo dei prezzi
il Consiglio
d'Europa, essendo rappresentato da una maggioranza qualificata
su proposta della Commissione dopo il consulto con il
Parlamento, fissa tre differenti prezzi ipotetici per i prodotti
all'inizio di ogni anno di commercializzazione: il prezzo
indicativo, il prezzo d’ingresso
ed il prezzo di intervento. Gli anni di commercializzazione
cominciano in date differenti a seconda del prodotto e durano
dodici mesi. I tre livelli dei prezzi sono spiegati qui di
seguito:
-
il prezzo indicativo
(anche citato come prezzo base o prezzo guida) è il
prezzo deciso dalle autorità dell’UE per le
transazioni. Anche se fittizio, il prezzo indicativo
è vicino al prezzo che i prodotti normalmente
imporrebbero al mercato della Comunità.
-
il
prezzo d’ingresso
è il prezzo minimo di vendita dei prodotti
importati. È superiore al prezzo di intervento e
incoraggia gli operatori economici della Comunità a
comprare all'interno della Comunità stessa,
rispettando così il principio di preferenza della
Comunità.
-
il prezzo di intervento
è il prezzo garantito sotto cui la quantità di
intervento indicata dagli stati membri compra in
quantità e immagazzina le quantità prodotte.
Per non gravare sul budget della Comunità, il
Consiglio incoraggia il rifornimento privato
assegnando un premio ai produttori che si
riforniscono dei loro stessi prodotti. Dalla riforma
del 1992, i pagamenti diretti più costosi vengono
elargiti agli agricoltori in alcuni settori per
controbilanciare i prezzi più bassi garantiti.
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Tipi di sussidio e di premi assegnati
Il
sussidio viene assegnato sotto forma di pagamenti zonali, il
sussidio alla produzione, per incoraggiare l’allevamento e i
premi di compensazione.
L’assistenza finanziaria può anche essere fornita per il
marketing della produzione, per incrementare la competitività e
per l'istituzione ed il funzionamento dei gruppi di produttori o
di operatori nel settore delle agri-derrate alimentari. Il
sussidio può anche spingere all'abbandono di determinati tipi di
produzioni o alla conversione della terra e/o dei poderi.
Vengono adottate misure di sostegno al mercato se scoppiano
malattie degli animali.
Controllo della produzione
I sistemi
delle quote e le quantità nazionali garantite consentono il
controllo della produzione agricola e la limitazione della
produzione eccedente e dell’ immagazzinamento. Il set aside
della terra e la ripartizione dei premi di compensazione,
inoltre, impediscono la sovrapproduzione.
Le quote
sono le quantità massime di produzione assegnate agli
agricoltori. Per la sovrapproduzione sono previste penalità
finanziarie.
Le quantità nazionali garantite assegnate agli Stati
Membri sono le quantità massime di produzione. Se vengono
oltrepassate, i produttori devono pagare un’imposta di
corresponsabilità. Il prezzo di intervento per il seguente anno
di commercializzazione viene così ridotto.
Set-aside e diversificazione dei prodotti non-alimentari
hanno il fine di prendere un terreno agricolo da coltura o
diversificare la produzione (per esempio la produzione di
materie prime per la i combustibili biomassa) in cambio di un
compenso finanziario.
I premi di compensazione integrano i redditi degli agricoltori e sono assegnati in
base al numero di animali e/o alla zona coltivata.
Il commercio con i paesi non membri
Il commercio
con i paesi non membri interessa le importazioni e le
esportazioni dei prodotti nella Comunità verso altri paesi.
Regolamenti sono state adottati per incoraggiare l'esportazione
di prodotti trattati.
Le importazioni
Agli
importatori può essere richiesto di presentare una licenza per
l’importazione e di pagare un tassa di esportazione. Se il
mercato della Comunità è in grave agitazione, la Commissione ha
l'autorità di approntare misure per la salvaguardia.
Le licenze per
l'importazione
sono emesse dalle autorità competenti degli stati membri dopo il
deposito di un’idonea garanzia.
La garanzia viene restituita all'importatore dopo aver
dimostrato di rispettare i propri obblighi.
Metodo unico
d’imposta
è stato introdotto con l’ingresso nell’Unione Europea per la
maggior parte dei prodotti per garantire che i prezzi di
importazione non siano minori di quelli nella Comunità. Alcuni
prodotti sono chiaramente soggetti a tasse stabilite dalle
tariffe doganali comuni mentre altri sono esenti. Ci sono anche
sistemi misti. Le tasse o i provvedimenti aventi un effetto pari
ai dazi doganali ed alle restrizioni quantitative sulle
importazioni sono proibiti nel commercio con i paesi non membri.
Come
conseguenza degli impegni internazionali dell’Unione
nell'Organizzazione del Commercio Mondiale o nei suoi rapporti
con i paesi non membri o con gruppi di paesi, l'importazione di
determinati prodotti può essere soggetta alle quote o tariffe
favorevoli possono essere concesse alle importazioni. I prodotti
importati sono parzialmente o completamente esentati da tutti i
dazi doganali. Le quote tariffarie, che fissano la quantità di
prodotti soggetti a eccezionali disposizioni, possono essere
assegnate usando il metodo del “primo che arriva è il primo
servito”, dell'esame simultaneo, degli operatori tradizionali e
nuovi operatori o altri metodi non discriminatori.
Le Misure per
la salvaguardia
severe come l’interruzione delle importazioni può essere attuata
se c’è pericolo che il mercato della Comunità venga interrotto
seriamente dalle importazioni o, in certi casi, dalle
esportazioni. Il Consiglio,
rappresentando la maggioranza su proposta della Commissione,
dopo aver consultato il Parlamento, stabilisce le regole
generali sulle misure, che gli stati membri possono prendere,
per la salvaguardia.
Esportazioni
I produttori
della Comunità che esportano prodotti al resto del mondo possono
ricevere rimborsi dall’UE che sovvenzionano le esportazioni
europee affinché portino i loro prezzi al livello dei prezzi
mondiali. In linea di principio, la quantità del rimborso è
sempre la stessa, ma può variare a seconda della destinazione
del prodotto o delle condizioni economiche. L'emissione di una
licenza di esportazione può anche creare la condizione per il
rimborso.
Trattamento
l'UE può
proibire l'applicazione delle disposizioni interne ed esterne
sul trattamento. Nel trattamento interno, un prodotto importato
da un paese non membro può essere trattato nell'UE senza
pagamento di dazi doganali a condizione che venga però
riesportato. Il trattamento esterno comprende le merci che
vengono provvisoriamente esportate per il trattamento ad un
paese non membro prima di importarle nuovamente senza imposta.
Le
organizzazioni dei produttori
I produttori
delle aziende agricole sono incoraggiati ad unirsi insieme su
basi volontarie in organizzazioni di produttori in modo da poter
fare un uso migliore delle risorse stanziate per essi e
realizzare gli obiettivi delle organizzazioni di mercato
(rendimento e vendita migliorata e maggiore attenzione
all'ambiente). La CE fornisce gli incentivi finanziari per
l'istituzione di tali organizzazioni.
Classificazione delle
organizzazioni di mercato
Ci sono
quattro tipi di organizzazioni di mercato, come riassunto nella
tabella qui sotto. Alcune organizzazioni comprendono i
meccanismi d’intervento e per i premi di produzione, altre usano
un sistema semplice di intervento, alcune forniscono
semplicemente l'aiuto alla produzione o forniscono soltanto
prodotti legati al protezionismo doganale.
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Forme
di organizzazioni di mercato: |
Prodotti inclusi: |
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Intervento e aiuti alla produzione
|
Latte e latticini (dal 2005), manzo e vitello, riso,
olio di oliva, cereali, carne ovina, oli e grassi, uva
passa
|
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Intervento |
Zucchero, latte e latticini, vino, carne di maiale,
frutta fresca e verdure
|
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Aiuti
alla produzione |
Lino e
canapa, foraggio secco, frutta e verdure trattate,
tabacco, luppoli, semi, carne caprina, banane
|
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Protezione doganale |
Pollame, uova, altri grassi, piante e fiori, i prodotti
per i quali non c’è un’organizzazione di mercato
|
C.
GLI
AIUTI DI STATO SOTTO LA PAC
Anche se la
costituzione di un fondo per la politica agricola comune viene
dall’Unione Europea, i pagamenti ai produttori vengono fatti
dalle relative rappresentanze nazionali degli stati membri. I
fondi monetari della PAC provengono dall'UE conformemente alle
assegnazioni dal budget annuale per ogni stato membro. Ogni
paese a sua volta stabilisce le proprie procedure interne per
rendere effettive le disposizioni della PAC e la distribuzione
dei sussidi ai propri agricoltori. Gli aiuti di Stato sono
regolati dall'Articolo 87 del Trattato della CE e dai
Regolamenti della CE. Le organizzazioni comuni di mercato (le
OCM) provvedono, per ogni prodotto, a far applicare le regole di
stato degli articoli dall’87 all’89 del Trattato ad ogni
prodotto.
Nel 1999, la
Commissione Europea ha adottato una nuova e completa Guida di
riferimento Comunitaria sull’amministrazione degli aiuti di
Stato nel settore agricolo entrata in vigore nel 1 gennaio 2000.
Questa Guida di riferimento tiene conto dei nuovi sviluppi nella
politica agricola e particolarmente della necessità di
migliorare e promuovere la qualità dei prodotti agricoli e nello
stesso tempo la tutela dell’ambiente e dell'eredità della
campagna tradizionale.
Tutti gli
aiuti Stati al settore agricolo devono essere compatibili con le
politiche comuni di sviluppo agricole e rurale della Comunità e
con gli impegni internazionali della Comunità, in particolare
l'accordo del WTO in Agricoltura. Gli aiuti di Stato, che
interferiscono con i meccanismi delle organizzazioni comuni di
mercato, sono proibiti. Ancora, in conformità con i principi
stabiliti dalla Corte di Giustizia, gli aiuti di Stato devono
dare un contributo reale allo sviluppo di determinate attività
economiche o di determinate regioni. Gli
aiuti di Stato, volti semplicemente a migliorare la situazione
finanziaria del beneficiario, senza alcun sostituto da parte del
beneficiario, non possono essere considerati compatibili
con il Trattato della CE. |