Glossario

Parte I. Che cosa è la politica agricola comune?
A. Introduzione alla PAC
B. Sostenibilità e agricoltura
C. Le origini della PAC
D. Lo sviluppo della PAC
E. 1992 Riforma della PAC
F. Agenda 2000

Parte II. Come la PAC aiuta gli agricoltori in Europa?
A. Solidarietà Finanziaria: principio base della Comunità
B. Organizzazioni Comuni del Mercato
C. Assistenza sotto la PAC

Parte III. Quali sono i problemi con la PAC?
A. Costi
B. Impatti sull'ambiente
C. Conseguenze nella sanità pubblica
D. Conseguenze sui paesi del terzo mondo

Parte IV. Quali sono le Riforme della PAC di giugno 2003?
A. Sommario delle Riforme della PAC 2003
B. Analisi dettagliata delle riforme PAC 2003

Parte V. Come verrà applicata la PAC nei nuovi Stati membri ?
A. SAPARD
B. L'applicazione della PAC nei nuovi Stati Membri

Testi selezionati da Bibliografia e Siti Web


 

PARTE II. COME VENGONO AIUTATI DALLA PAC GLI AGRICOLTORI IN EUROPA?

Il Trattato di Roma del 1957 ha stabilito gli obiettivi generali di una politica agricola comune per i propri membri e il Congresso di Stresa del 1958 ha posto le basi del programma. Tuttavia, gli strumenti specifici, necessari per rendere effettivo il programma, sono stati fissati più tardi. Tra questi, il fondo comunitario per finanziare la politica agricola comune, conosciuto come Fondo europeo di orientamento e garanzia agricola, o FEOGA e le disposizioni regolatrici, conosciute come organizzazioni comuni di mercato, o OCM. Quest’ultime furono approvate nel 1960 e la PAC è entrata in vigore nel 1962. Nel 1964, il FEOGA è stato diviso in due sezioni, la Sezione Garanzia e la Sezione Orientamento.

A.                Solidarietà Finanziaria: principio base della Comunità

La solidarietà finanziaria significa che i costi connessi alla PAC sono pagati dalla Comunità Europea nel suo insieme e non da uno specifico stato membro. L'articolo 34 del Trattato di Roma ha stabilito la tecnica di investimento della PAC, conosciuta come Fondo europeo di orientamento e garanzia agricola. Le risorse del FEOGA sono stanziate collettivamente dagli stati membri indipendentemente da chi ne trarrà maggior beneficio dalle spese in agricoltura. In pratica, la Germania ed il Regno Unito hanno fortemente finanziato i fondi per la PAC che sono ritornati agli agricoltori di quei paesi, mentre l'Irlanda e i Paesi Mediterranei, Spagna, Portogallo e Grecia, sono stati i beneficiari netti del programma.

Il FEOGA è una parte del budget generale della Comunità: il finanziamento è essenzialmente determinato dalla rappresentanza economica degli stati membri. Questa solidarietà finanziaria tra stati membri ricchi e meno ricchi è uno dei principi di base della Comunità. È il presupposto per avere un maggior livello di equilibrio economico e sociale all'interno della Comunità, un disegno che sta svolgendo un ruolo quanto mai importante nella politica agricola. Oltre che dai contributi finanziari nazionali al budget della Comunità, il reddito deriva, inoltre, dai dazi doganali imposti dalla Comunità sulle importazioni da paesi fuori dall’UE. Costituire un fondo per la PAC è stato l’unico, grande articolo nel budget della Comunità ed è costantemente al centro del dibattito quando il Consiglio ed il Parlamento Europeo prendono decisioni rispetto al budget Comunitario.

Il totale della spesa agricola e la sua ripartizione fra i vari prodotti e provvedimenti vengono stabiliti dal Consiglio dei Ministri e dal Parlamento Europeo secondo la procedura del bilancio generale. Queste procedure sono state consolidate dall'accordo interistituzionale del 29 ottobre 1993 con il consenso del Parlamento Europeo, del Consiglio e della Commissione, l’intenzione è quella di rendere effettiva la regola di bilancio e migliorare il funzionamento della procedura annuale di bilancio e della cooperazione fra le istituzioni sulle questioni finanziarie. Questo patto ha rinnovato l'accordo del febbraio 1988 del Consiglio Europeo (Capi di Stato) sulla disciplina di bilancio, che prevedeva un limite massimo sulle spese agricole, in modo da collegarlo alle tendenze del prodotto interno lordo dell’Unione Europea.

Il controllo sulle spese agricole è, quindi, l’obiettivo chiave della politica dell’UE. In rapporto al budget totale dell’UE, la PAC è in tendenza verso al ribasso: dal 70% del budget totale dell’UE, nel 1980, al 48% circa nel 1995. Ogni anno, il progetto di bilancio preliminare della Commissione enuncia i requisiti richiesti. Tutti le nuove decisioni e proposte inerenti alla politica agricola vengono analizzate tanto quanto le loro implicazioni finanziarie, ma, per evitare una grande divergenza fra le assegnazioni proposte e i reali requisiti, ciò non è sempre possibile. Le tendenze della produzione nella Comunità, i prezzi del mercato mondiale e i tassi di cambio non possono essere pronosticati nel dettaglio.

La spesa della politica dei prezzi e di mercato è denominata spesa obbligatoria. La Comunità deve rendere disponibili le risorse necessarie per il funzionamento della politica agricola comune.

In questo modo, si garantisce la continuità della politica agricola. Il FEOGA dà una struttura stabile, che rende possibile la realizzazione, a lunga durata, della politica agricola aziendale della Comunità.

La Sezione Garanzia: la politica di finanziamento dei mercati e dei prezzi

Il Fondo europeo di orientamento e garanzia agricola comprende due parti. La sezione garanzia finanzia le spese comunitarie nell'ambito della politica sui prezzi e sui mercati, ivi compresi i premi compensativi di riforma della PAC e i provvedimenti che li accompagnano. La spesa del FEOGA di gran lunga maggiore va alla Sezione Garanzia - il 90% circa nel 1995 – di cui circa la metà per i pagamenti diretti agli agricoltori. Come conseguenza della riforma della PAC, la sezione Garanzia ha dovuto costituire un fondo per altre misure, come i provvedimenti sul set-aside, il sostegno al reddito e la tutela dell'ambiente. Agenda 2000 ha trasferito alla Sezione Garanzia anche il sostegno al reddito per le misure di sviluppo strutturale e rurale.

La Sezione Orientamento: Finanziamento alla politica delle strutture

La Sezione Orientamento contiene le risorse della Comunità stanziate per la politica delle strutture, come i sussidi per l’ammodernamento delle aziende, l'insediamento dei giovani agricoltori, l’assistenza alla lavorazione e alla commercializzazione, la differenziazione e così via. Inoltre, insieme al fondo monetario regionale europeo ed al fondo monetario sociale europeo, finanzia le azioni per lo sviluppo rurale. La progettazione e l'esecuzione di queste misure è completamente decentralizzata e si applica il principio del cofinanziamento nella cooperazione con il singolo stato membro o con le regioni. Circa il 10% del budget totale di una azienda agricola viene assegnato alla Sezione Orientamento.

B.                Organizzazioni comuni di mercato (OCM)

L'articolo 34 del Trattato di Roma ha proclamato l’istituzione delle organizzazioni comuni di mercato, l’insieme dei regolamenti riguardanti i diversi prodotti agricoli che si applicano a tutti gli Stati membri. Gli OCM hanno sostituito le organizzazioni nazionali di mercato, in atto al momento dell’organizzazione dell'UE, o quando nuovi Stati entrarono a far parte dell'unione. L'intenzione delle organizzazioni di mercato era di generare un meccanismo che realizzasse gli obiettivi della Politica Agricola Comune, cioè stabilizzare i mercati, fornire un giusto standard di vita per gli agricoltori ed incrementare la produttività agricola.

Le organizzazioni comuni di mercato sono poste al livello più alto dell'UE. Sono proposte dalla Commissione Europea e approvate dal Consiglio dell’Unione Europea. Una volta che un’OMC viene approvata, la CE, assistita da un comitato, avvia i meccanismi di esecuzione.

Le OCM regolano la produzione e la vendita di circa il 90% del totale dei prodotti agricoli nella Comunità Europea, ivi compresi i cereali, carne suina, uova, pollame, frutta e verdura, banane, vino, latticini, bovini, riso, oli e grassi (compreso l’olio di oliva e le piante oleose), zucchero, fiori, foraggio essiccato, frutta e verdure trasformate, tabacco, lino e canapa, luppoli, semi, carne ovina, carne caprina ed altri prodotti. (attualmente non ci sono OCM per patate o alcool.) A seconda del prodotto, l’OCM può consistere in regole comuni sulla concorrenza, nel coordinamento obbligatorio di varie organizzazioni dei mercati nazionali e/o nell'organizzazione europea dei mercati. E’ stata disposta la politica socio-strutturale che coordina il processo di adattamento delle strutture dell'azienda agricola. Possono riguardare le tecniche di produzione, le forme dell'azienda agricola, la formazione degli agricoltori ed altri argomenti. Le OCM sono costituite per ogni prodotto e hanno effetto per ogni anno di commercializzazione.

L’attività delle Organizzazioni di Mercato

Gli incarichi delle Organizzazioni di Mercato consistono nel fissare i prezzi, dei singoli prodotti agricoli, in tutti i mercati europei, nell’assegnare il sussidio ai produttori o agli operatori del settore, nello stabilire i meccanismi di controllo della produzione e nell’organizzazione del commercio con i paesi non membri dell’UE. Gli agricoltori sono incoraggiati a costituire le organizzazioni dei produttori. Altre disposizioni regolano le condizioni per le sovvenzioni a questi prodotti ed i rapporti fra gli stati membri e la Commissione.

Come indicato, gli OCM variano a seconda del prodotto. Sulla base del mercato unico, garantiscono i prezzi per più del 60% della produzione agricola. Gli OCM che caratterizzano l'intervento dell’UE per assicurarsi la produzione in surplus e la protezione esterna contro le importazioni a più basso costo, comprendono prodotti quali i cereali, il riso, lo zucchero, il latte ed i latticini, il manzo e il vitello. Gli altri sistemi amministrativi dell’OCM includono:

  • sostegno dei prezzi e sussidi diretti (cereali, grano duro, olio di oliva),
  • solo sussidi diretti (semi oleiferi, lino, canapa e cotone),
  • protezione nell'importazione ed assistenza nell'esportazione (pollame ed uova) e
  • regimi che assicurano soltanto la protezione nell'importazione (qualche frutta e verdure).

Il controllo dei prezzi

il Consiglio d'Europa, essendo rappresentato da una maggioranza qualificata su proposta della Commissione dopo il consulto con il Parlamento, fissa tre differenti prezzi ipotetici per i prodotti all'inizio di ogni anno di commercializzazione: il prezzo indicativo, il prezzo d’ingresso ed il prezzo di intervento. Gli anni di commercializzazione cominciano in date differenti a seconda del prodotto e durano dodici mesi. I tre livelli dei prezzi sono spiegati qui di seguito:

  • il prezzo indicativo (anche citato come prezzo base o prezzo guida) è il prezzo deciso dalle autorità dell’UE per le transazioni. Anche se fittizio, il prezzo indicativo è vicino al prezzo che i prodotti normalmente imporrebbero al mercato della Comunità.
  • il prezzo d’ingresso è il prezzo minimo di vendita dei prodotti importati. È superiore al prezzo di intervento e incoraggia gli operatori economici della Comunità a comprare all'interno della Comunità stessa, rispettando così il principio di preferenza della Comunità.
  • il prezzo di intervento è il prezzo garantito sotto cui la quantità di intervento indicata dagli stati membri compra in quantità e immagazzina le quantità prodotte. Per non gravare sul budget della Comunità, il Consiglio incoraggia il rifornimento privato assegnando un premio ai produttori che si riforniscono dei loro stessi prodotti. Dalla riforma del 1992, i pagamenti diretti più costosi vengono elargiti agli agricoltori in alcuni settori per controbilanciare i prezzi più bassi garantiti.

Tipi di sussidio e di premi assegnati

Il sussidio viene assegnato sotto forma di pagamenti zonali, il sussidio alla produzione, per incoraggiare l’allevamento e i premi di compensazione. L’assistenza finanziaria può anche essere fornita per il marketing della produzione, per incrementare la competitività e per l'istituzione ed il funzionamento dei gruppi di produttori o di operatori nel settore delle agri-derrate alimentari. Il sussidio può anche spingere all'abbandono di determinati tipi di produzioni o alla conversione della terra e/o dei poderi. Vengono adottate misure di sostegno al mercato se scoppiano malattie degli animali.

Controllo della produzione

I sistemi delle quote e le quantità nazionali garantite consentono il controllo della produzione agricola e la limitazione della produzione eccedente e dell’ immagazzinamento. Il set aside della terra e la ripartizione dei premi di compensazione, inoltre, impediscono la sovrapproduzione.

Le quote sono le quantità massime di produzione assegnate agli agricoltori. Per la sovrapproduzione sono previste penalità finanziarie.

Le quantità nazionali garantite assegnate agli Stati Membri sono le quantità massime di produzione. Se vengono oltrepassate, i produttori devono pagare un’imposta di corresponsabilità. Il prezzo di intervento per il seguente anno di commercializzazione viene così ridotto.
 
Set-aside e diversificazione dei prodotti non-alimentari hanno il fine di prendere un terreno agricolo da coltura o diversificare la produzione (per esempio la produzione di materie prime per la i combustibili biomassa) in cambio di un compenso finanziario.
 
I premi di compensazione integrano i redditi degli agricoltori e sono assegnati in base al numero di animali e/o alla zona coltivata.
Il commercio con i paesi non membri

Il commercio con i paesi non membri interessa le importazioni e le esportazioni dei prodotti nella Comunità verso altri paesi. Regolamenti sono state adottati per incoraggiare l'esportazione di prodotti trattati.

Le importazioni

Agli importatori può essere richiesto di presentare una licenza per l’importazione e di pagare un tassa di esportazione. Se il mercato della Comunità è in grave agitazione, la Commissione ha l'autorità di approntare misure per la salvaguardia.

Le licenze per l'importazione sono emesse dalle autorità competenti degli stati membri dopo il deposito di un’idonea garanzia. La garanzia viene restituita all'importatore dopo aver dimostrato di rispettare i propri obblighi.

Metodo unico d’imposta è stato introdotto con l’ingresso nell’Unione Europea per la maggior parte dei prodotti per garantire che i prezzi di importazione non siano minori di quelli nella Comunità. Alcuni prodotti sono chiaramente soggetti a tasse stabilite dalle tariffe doganali comuni mentre altri sono esenti. Ci sono anche sistemi misti. Le tasse o i provvedimenti aventi un effetto pari ai dazi doganali ed alle restrizioni quantitative sulle importazioni sono proibiti nel commercio con i paesi non membri.

Come conseguenza degli impegni internazionali dell’Unione nell'Organizzazione del Commercio Mondiale o nei suoi rapporti con i paesi non membri o con gruppi di paesi, l'importazione di determinati prodotti può essere soggetta alle quote o tariffe favorevoli possono essere concesse alle importazioni. I prodotti importati sono parzialmente o completamente esentati da tutti i dazi doganali. Le quote tariffarie, che fissano la quantità di prodotti soggetti a eccezionali disposizioni, possono essere assegnate usando il metodo del “primo che arriva è il primo servito”, dell'esame simultaneo, degli operatori tradizionali e nuovi operatori o altri metodi non discriminatori.

Le Misure per la salvaguardia severe come l’interruzione delle importazioni può essere attuata se c’è pericolo che il mercato della Comunità venga interrotto seriamente dalle importazioni o, in certi casi, dalle esportazioni. Il Consiglio, rappresentando la maggioranza su proposta della Commissione, dopo aver consultato il Parlamento, stabilisce le regole generali sulle misure, che gli stati membri possono prendere, per la salvaguardia.

Esportazioni

I produttori della Comunità che esportano prodotti al resto del mondo possono ricevere rimborsi dall’UE che sovvenzionano le esportazioni europee affinché portino i loro prezzi al livello dei prezzi mondiali. In linea di principio, la quantità del rimborso è sempre la stessa, ma può variare a seconda della destinazione del prodotto o delle condizioni economiche. L'emissione di una licenza di esportazione può anche creare la condizione per il rimborso.

Trattamento

l'UE può proibire l'applicazione delle disposizioni interne ed esterne sul trattamento. Nel trattamento interno, un prodotto importato da un paese non membro può essere trattato nell'UE senza pagamento di dazi doganali a condizione che venga però riesportato. Il trattamento esterno comprende le merci che vengono provvisoriamente esportate per il trattamento ad un paese non membro prima di importarle nuovamente senza imposta.

Le organizzazioni dei produttori

I produttori delle aziende agricole sono incoraggiati ad unirsi insieme su basi volontarie in organizzazioni di produttori in modo da poter fare un uso migliore delle risorse stanziate per essi e realizzare gli obiettivi delle organizzazioni di mercato (rendimento e vendita migliorata e maggiore attenzione all'ambiente). La CE fornisce gli incentivi finanziari per l'istituzione di tali organizzazioni.

Classificazione delle organizzazioni di mercato

Ci sono quattro tipi di organizzazioni di mercato, come riassunto nella tabella qui sotto. Alcune organizzazioni comprendono i meccanismi d’intervento e per i premi di produzione, altre usano un sistema semplice di intervento, alcune forniscono semplicemente l'aiuto alla produzione o forniscono soltanto prodotti legati al protezionismo doganale.

Forme di organizzazioni di mercato:

Prodotti inclusi:

Intervento e aiuti alla produzione

 

Latte e latticini (dal 2005), manzo e vitello, riso, olio di oliva, cereali, carne ovina, oli e grassi, uva passa

 

Intervento

Zucchero, latte e latticini, vino, carne di maiale, frutta fresca e verdure

 

Aiuti alla produzione

Lino e canapa, foraggio secco, frutta e verdure trattate, tabacco, luppoli, semi, carne caprina, banane

 

Protezione doganale

Pollame, uova, altri grassi, piante e fiori, i prodotti per i quali non c’è un’organizzazione di mercato

 

C.                GLI AIUTI DI STATO SOTTO LA PAC

Anche se la costituzione di un fondo per la politica agricola comune viene dall’Unione Europea, i pagamenti ai produttori vengono fatti dalle relative rappresentanze nazionali degli stati membri. I fondi monetari della PAC provengono dall'UE conformemente alle assegnazioni dal budget annuale per ogni stato membro. Ogni paese a sua volta stabilisce le proprie procedure interne per rendere effettive le disposizioni della PAC e la distribuzione dei sussidi ai propri agricoltori. Gli aiuti di Stato sono regolati dall'Articolo 87 del Trattato della CE e dai Regolamenti della CE. Le organizzazioni comuni di mercato (le OCM) provvedono, per ogni prodotto, a far applicare le regole di stato degli articoli dall’87 all’89 del Trattato ad ogni prodotto.

Nel 1999, la Commissione Europea ha adottato una nuova e completa Guida di riferimento  Comunitaria sull’amministrazione degli aiuti di Stato nel settore agricolo entrata in vigore nel 1 gennaio 2000. Questa Guida di riferimento tiene conto dei nuovi sviluppi nella politica agricola e particolarmente della necessità di migliorare e promuovere la qualità dei prodotti agricoli e nello stesso tempo la tutela dell’ambiente e dell'eredità della campagna tradizionale.

Tutti gli aiuti Stati al settore agricolo devono essere compatibili con le politiche comuni di sviluppo agricole e rurale della Comunità e con gli impegni internazionali della Comunità, in particolare l'accordo del WTO in Agricoltura. Gli aiuti di Stato, che interferiscono con i meccanismi delle organizzazioni comuni di mercato, sono proibiti. Ancora, in conformità con i principi stabiliti dalla Corte di Giustizia, gli aiuti di Stato devono dare un contributo reale allo sviluppo di determinate attività economiche o di determinate regioni. Gli aiuti di Stato, volti semplicemente a migliorare la situazione finanziaria del beneficiario, senza alcun sostituto da parte del beneficiario, non possono essere considerati compatibili con il Trattato della CE.

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