Glossario

PARTE I. Sviluppo rurale nell’EU
A. Elementi principali della proposta della Commissione
1. Cambiamenti alla definizione di aree svantaggiate
B. Equilibrio tra gli obiettivi
C. Sviluppo rurale e Agenda 2000
D. Sviluppo rurale e la Riforma della Pac 2003
E. Il ruolo degli stati membri

PART IΙ. Introduzione all’agricoltura a basso impatto ambientale e altre attività economiche complementari
A. Diversificazione delle attività agricole
B. La strategia : dalla fattoria alla forchetta

1. Spazio per la diversità
2. Mangime e igiene alimentare
3. La sicurezza alimentare inizia nelle nostre fattorie
4. Oltre alla sicurezza: qualità e diversità
5. Una base sicura per la diversità e l’eccellenza

PART III. Aiuti alle piccole aziende alimentari
A. Specialità – Un’opportunità?
B. Breve descrizione delle specialità alimentari – Una prospettiva europea
C. Processi di lavorazione alimentare in fattoria
D. Le distinte caratteristiche delle produzioni alimentari in fattoria

PART IV. Turismo
A. Attività turistiche alternative

1. Generale
2. Turismo alternativo
 2.1 Turismo rurale
 2.2 Turismo della salute
 1.1. Viaggi di lavoro
 2.5. Sport e turismo
     2.5.1. Turismo sportivo di rilassamento o ricreativo
     2.5.2. Turismo sportive di allenamento o competitivo
 2.6 Turismo Sociale
 2.7 Turismo e acqua
 2.8 Turismo stagionale
 2.9 Turismo culturale

B. Sviluppo rurale e turismo
C. Turismo nella politica di sviluppo dell’EU

PART V. Il territorio come base per l’ambiente Attività economiche supplementari per gli agricoltori
A. Natura 2000
1. Che cosa è Natura 2000?
2. La dichiarazione di El Teide
3. Obiettivi della direttiva sull’habitat 92/43/EEC
 3.1 Zone speciali di tutela ambientale e Natura 2000
4. Finanziare Natura 2000
B. Zone di tutela ambientale
1. Definizioni
 1.1 Aree protette
 1.2 Parchi nazionali
 1.3 Parchi regionali o naturalistici
 1.4 Riserve della biosfera
 1.5 Siti di patrimonio dell’umanità

2. Aree protette europee
3. La convenzione europea sul paesaggio

PART VI. Attività specifiche a basso impatto ambientale
Α. Permacultura

1. Definizione
2. Caratteristiche della Permacultura
3. Applicazioni pratiche della Permacultura
4. L’etica della Permacultura
5. I principi della Permacultura
6. Risorse informative mondiali sulla Permacultura
B. Agricoltura naturale
1. Che cosa è l’agricoltura naturale?
2. La filosofia
3. Applicazioni
 3.1 Perchè seminare una grande varietà di semi?
 3.2 Quale è la differenza tra agricoltura naturale e agricoltura scientifica?
 3.3 Quale è la differenza tra agricoltura naturale e agricoltura biologica o organica?

 3.4 Quale è la differenza tra agricoltura naturale e agricoltura tradizionale?
4. Chi può praticare l’agricoltura naturale? Quali sono gli aspetti economici di questo metodo d’agricoltura?
5. Il contributo dell’agricoltura naturale all’aumento delle precipitazioni atmosferiche

PART VII. Patrimonio rurale come base all’ ambiente
A. Patrimonio rurale
1. Abitazioni rurali
2. Vitalità sociale e culturale
3. Tutela del patrimonio
 3.1 Il patrimonio culturale
4. Interpretazione ed educazione
B. Panorami rurali storici
C. Patrimonio mondiale

Bibliografia e siti web selezionati


 

PARTE I :     SVILUPPO RURALE NELL’EU

 

Il 20 giugno 2005 il Consiglio ha raggiunto un accordo politico sul regolamento degli aiuti per lo Sviluppo Rurale attraverso il Fondo Agricolo Europeo per lo Sviluppo Rurale per il prossimo periodo programmatico (2007-2013).  Il suo obiettivo è di migliorare la competitività dell’agricoltura e foreste (primo asse), aiutare l’ambiente e il territorio (secondo asse), promuovere la diversificazione dell’economia rurale e la qualità di vita (terzo asse), e l’utilizzo sinergico di strategie di sviluppo locale (quarto asse, Leader).  Gli esistenti 5 tipi di programmazione e i 3 tipi di management finanziario e di sistema di controllo sono stati semplificati e riuniti sotto un fondo unico, che programma, finanzia, dirige e controlla lo sviluppo rurale.  La proposta della Commissione fu presentata nel luglio 2004 al Consiglio ed al Parlamento.

 

Le zone rurali coprono 90% del territorio dell'UE allargata e ospitano approssimativamente la metà della relativa popolazione. Malgrado il declino del settore primario durante gli ultimi anni, l'agricoltura e la silvicoltura rimangono gli utenti principali della terra nell'UE. Di conseguenza questi settori svolgono un ruolo chiave nella gestione delle risorse naturali nelle zone rurali ed hanno ancora un contributo importante per il loro sviluppo socioeconomico. Ma la sostenibilità delle zone rurali ha bisogno di più dell'agricoltura. Una politica di sviluppo rurale deve avere una portata più vasta negli anni come: contribuire allo sviluppo economico ed alle possibilità d'impiego, soddisfare la domanda crescente dei consumatori di qualità e sicurezza dei prodotti alimentari, sviluppare ulteriormente la leadership nelle tecnologie ambientali, fornire le prospettive di vita più attraenti ai coltivatori, alle loro famiglie ed al resto della società.

 

A.      Elementi principali della proposta della Commissione

La nuova politica di sviluppo rurale si impegna sopratutto nel risolvere i problemi relativi all’implementazione e alla gestione:

·        Tutte le misure esistenti saranno raggruppate in un unico organismo di finanziamento e programmazione, il Fondo Agricolo Europeo di Sviluppo Rurale;

·        E’ stato introdotto un nuovo approccio europeo, per assicurare coerenza e coordinamento tra le  priorità dell’EU (crescita, occupazione, sostentamento), per accompagnare la riforma di aiuti al mercato (primo pilastro) e per servire come base ai programmi e strategie a livello nazionale;

·        C’è adesso un sistema di controllo unificato e rafforzato, il meccanismo di valutazione e documentazione dovrebbero rendere gli obiettivi raggiunti di questa politica più visibili e trasparenti a tutti gli interessati;

·        Tassi minimi di spesa per asse e meno dettagli nelle condizioni di eleggibilità daranno più libertà agli stati membri per concentrarsi su specifici assi e misure, e allo stesso tempo di indirizzare il mix di politica in maniera bilanciata come l’esperienza ha dimostrato  essere necessario per rendere più sostenibili le aree rurali;

·        Una più grande enfasi alle strategie di sviluppo locale per poter rispondere alla diversità di situazioni e bisogni del territorio rurale europeo;

·        Un ruolo più ambizioso per collegare e cooperare tra aree rurali Europee faciliterà il trasferimento di buone idee e darà una dimensione europea alla politica rurale;

·        La suddivisione di responsabilità tra stati membri e la Commissione è stata più chiaramente definita.

La nuova politica ha tre obiettivi principali ed un suggerimento di approccio: il primo per migliorare la competitività delle aziende agricole e forestali attraverso l’aiuto per la ristrutturazione e innovazione; il secondo per tutelare meglio l’ambiente e il territorio attraverso aiuti per modificare meglio la gestione del territorio e la conservazione delle risorse naturali; il terzo per promuovere la diversificazione dell’economia rurale e il miglioramento della qualità della vita per creare un contesto socioeconomico più sicuro e stabile per gli agricoltori, le loro famiglie e la popolazione rurale allargata; il suggerimento di approccio è il metodo Leader utilizzato con successo in passato, il quale è basato su un territorio e che utilizza una partecipazione decisionale alle politiche dal basso verso l’alto (bottom up).

Primo asse: Migliorare la competitività del settore agricolo e forestale: La strategia d’innovazione e ristrutturazione si concentra sul capitale umano e fisico e sull’aspetto qualitativo. Questo asse include i seguenti:

1. Misure mirate alla promozione della conoscenza e al miglioramento del potenziale umano attraverso:

- Training, azioni informative tra cui la diffusione di conoscenze scientifiche e pratiche innovative per persone impegnate nel settore agricolo, alimentare e delle foreste

        - aiuti al primo insediamento di giovani agricoltori;

        - pre-pensionamento per agricoltori e addetti all’agricoltura,

        - utilizzo di centri di informazione da parte degli agricoltori e forestali,

- istituzione di centri di consultazione per la gestione e consulenza aziendale, come per le foreste;

2.  Misure volte alla ristrutturazione del potenziale fisico e alla promozione dell’innovazione attraverso:

        - ammodernamento delle aziende agricole;

        - miglioramento del valore economico delle foreste;

        - aggiunta di valore all’agricoltura primaria e ai prodotti delle foreste;

- cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nel settore agricolo;

    - miglioramento e sviluppo di infrastrutture legate allo sviluppo e all’adattamento dell’agricoltura e delle foreste;

- ripristinare la potenzialità della produzione agricola nelle zone danneggiate da disastri naturali e introdurre opportuna azioni di prevenzione;

3. Misure volte a migliorare la qualità della produzione agricola e dei suoi prodotti :

    - aiutando gli agricoltori a produrre conformemente agli standard della legislazione comunitaria,

    - supportando gli agricoltori che partecipano a sistemi di qualità alimentare;

    - supportando gruppi di produttori per informazioni e attività di promozione per prodotti conformi agli schemi di qualità alimentare;

1.     Le misure di transizione per i nuovi stati membri riguardano:

-          l’aiuto alle aziende agricole in fase di ristrutturazione,

-          l’aiuto all’aggregazione di gruppi di produttori.

Secondo asse: Migliorare l’ambiente e il territorio: Le misure agroambientali sono obbligatorie.  Una condizione generale per le misure del secondo asse è che i beneficiari devono rispettare i requisiti obbligatori per l’agricoltura e le foreste dettati dall’EU e dalla nazione di appartenenza. Il rispetto delle misure è la base per i pagamenti del primo pilastro e significa che gli agricoltori devono rispettare 18 standard nel campo della tutela ambientale, salute pubblica, salute animale e delle piante, condizioni degli animali, oltre ai requisiti obbligatori per il mantenimento delle aziende in buon stato agricolo e ambientale.  La stessa linea guida è applicabile alle misure del secondo asse. Nel caso di contributi agroambientali, vengono applicate altre condizioni per l’uso di concimi e pesticidi.

Gli aiuti sotto questa sezione riguardano le seguenti misure:

1.     Misure riguardanti l’uso sostenibile di terreno agricolo attraverso:

-       contributi per agricoltori in zone svantaggiate in montagna,

-          contributi ad agricoltori in zone svantaggiate, eccetto in montagna,

-          contributi per NATURA 2000 e pagamenti legati alla Direttiva 2000/60/EC,

-          contributi per agro ambiente,

-          contributi per la salute degli animali,

-          aiuti per investimenti non produttivi;

2.     Misure riguardanti l’uso sostenibile delle foreste attraverso:

-          rimboschimento dei terreni agricoli;

-          impianto di un sistema agro-forestale in terreno agricolo,

-          rimboschimento di terreno non agricolo;

-          reinstaurare il potenziale di produzione forestale e introduzione di azioni preventive,

-          aiuti per investimenti non produttivi.

Terzo asse: La qualità della vita nelle aree rurali e la diversificazione dell’economia rurale. Le misure in questa sezione sono rivolte agli agricoltori, alle loro famiglie e la popolazione rurale in generale. Un mercato del lavoro più diversificato e migliori servizi creeranno nuova crescita e opportunità di lavoro nelle aree rurali.  Questo aiuterà a stabilizzare la popolazione rurale e creare un economia esterna per gli agricoltori e le loro famiglie. Il modo vincente per implementare la diversificazione e i servizi è attraverso lo sviluppo di strategie di sviluppo locale. Gli aiuti nel terzo asse prevedono:

1. Misure per diversificare l’economia rurale, che includono:

-          diversificazione in attività non agricole;

·  aiuto per la creazione e sviluppo di micro-imprese con l’obiettivo di promuovere l’imprenditoralità e sviluppare il tessuto economico;

-          incoraggiamento di attività turistiche,

2. Misure per migliorare la qualità della vita nelle aree rurali, che includono:

-          servizi base per l’economia e la popolazione rurale,

-          ammodernamento dei paesi e sviluppo,

·  restauro e ammodernamento del patrimonio rurale.

3.            Misure di formazione e informazione per gli attori economici che operano nelle aree coperte dal terzo asse;

4.            Un acquisizione di competenze e vivacità per preparare ed implementare una strategia di sviluppo locale.

Quarto asse: Leader. Questo asse fa riferimento al programma Leader, che è stato sperimentato con successo dal 1989 ed ha contribuito all’innovazione, occupazione e crescita nelle aree rurali promuovendo strategie di sviluppo locale attraverso partnerships tra il pubblico e il privato. Essendo il sistema Leader un metodo innovativo per lo sviluppo rurale, può essere applicato su scala maggiore anche agli altri 3 assi, se gli stati membri  desiderano applicarlo.  Un minimo del 7% di fondi sono destinati a questo asse.

1.       Cambio della definizione di zona svantaggiata

La definizione attuale di zona svantaggiata, si basa su tre tipi di zone:

·   zone di montagna (definite dall’altitudine e dalla pendenza)

·   altre o intermedie LFA (parzialmente definite con criteri socio economici)

·   zone con handicap specifici per esempio paludi (limitato ad un massimo del 10% del territorio di uno stato membro) sarà mantenuto sino al 2010.  La Commissione presenterà una proposta riguardante i futuri sistemi di pagamento e la designazione delle LFA, che risponde alle critiche fatte dalla Corte dei conti sul tipo di LFA intermedio.

 

B.                Equilibrio tra gli obiettivi

 

Il contributo finanziario per ognuno degli assi sarà di almeno il 10% per il primo e il terzo asse, del 25% per il secondo e del 5% per l’asse Leader (l’ultimo sarà adattato alla specifica situazione dei nuovi stati membri).

C.                Sviluppo rurale e Agenda 2000

Nel marzo 1999 i leader europei, come parte della strategia Agenda 2000, decisero di riformare la Politica Agricola Comune (PAC), rafforzando lo sviluppo rurale in diversi modi.  La politica di sviluppo rurale che risultò dalla strategia dell’Agenda 2000 mirava a completare le riforme agricole per promuovere un settore agricolo competitivo e multifunzionale, per incoraggiare fonti alternative di reddito nelle zone rurali e le misure agro ambientali.

Un menu di 22 misure fu disponibile agli stati membri, che dovettero scegliere quali misure corrispondevano al meglio ai bisogni delle loro zone rurali.  Le misure possono essere raggruppate nelle seguenti categorie:

·   Investimenti nelle aziende agricole;

·   Risorse umane: giovani agricoltori, pre-pensionamento, formazione;

·   Aree svantaggiate e zone soggette a disagi climatici;

·   Misure agro ambientali;

·   Lavorazione e commercializzazione dei prodotti agricoli;

·   Foreste;

·   Misure alla promozione dell’adattamento e sviluppo delle zone rurali.

Gli aiuti EU per lo sviluppo rurale sono co-finanziati dal ESGGF e gli stati membri. Le quattro misure (agro ambiente, aiuti per il pre-pensionamento, forestazione di terreni agricoli, zone svantaggiate e zone soggetto a difficoltà ambientali.) sono cofinanziate dal EAGGF- sezione Garanzia. I progetti Leader + (creati per aiutare gli amministratori locali a migliorare il potenziale delle loro regioni a lungo termine) sono finanziati dal EAGGF- sezione Orientamento. Per le altre misure di sviluppo rurale, l’origine dei fondi EU dipende dalla regione: la sezione EAGGF – Orientamento  per le regioni obiettivo 1 ( le meno sviluppate), e la sezione EAGGF- Garanzia per le altre regioni.

In tutto per lo sviluppo rurale 2000-2006 (2004-2006 i nuovi stati membri)  il fondo degli EU a 25 include  60 miliardi di €, con 40 miliardi di € provenienti dalla sezione EAGGF Garanzia e 20 miliardi di € provenienti dalla sezione Orientamento.

D.       Lo sviluppo rurale e la riforma della PAC 2003

Nel giugno 2003 il consiglio dei ministri concorsa su una fondamentale riforma della PAC.  Questa riforma ha come obiettivo il rafforzamento dello sviluppo rurale trasferendo i fondi dal primo pilastro (mercato e integrazione al reddito) al secondo pilastro (sviluppo rurale) Allo stesso tempo, lo scopo degli strumenti dell’attuale sviluppo rurale furono allargati per poter rispondere alle crescenti preoccupazioni del pubblico sulla qualità alimentare, protezione dell’ambiente e animale.

Quindi, un numero di misure sono state aggiunte al menu già in atto e alcune delle misure esistenti sono state adattate. Queste misure possono essere suddivise nelle seguenti categorie:

·   Misure per la qualità alimentare (partecipazione a sistemi di qualità);

·   Adesione agli standard europei riguardanti l’ambiente, la salute (pubblica, animale e vegetale), benessere animale e sicurezza sul lavoro;

·   Benessere animale (oltre la pratica accettata precedentemente);

·   Aiuti ai giovani agricoltori (rinforzati);

·   Adattamento dell’aiuto per l’implementazione di Natura 2000 (Direttiva sugli uccelli e habitat);

·   Aiuti alle foreste (obiettivo allargato);

·   Creazione di sistemi informativi per aziende agricole;

·   Gestione delle strategie di sviluppo rurale integrato dai partenariati locali;

·   Aumento del finanziamento EU per l’agro ambiente e benessere animale;

·   Aree svantaggiate (il massimo livello di aiuto è stato incrementato).

Con l’idea di implementare il supporto finanziario per lo sviluppo rurale la riforma della PAC 2003 ha introdotto un nuovo sistema di modulazione obbligatoria.  Questo sistema è stato ideato per spostare fondi dal primo al secondo pilastro.  Gli Stati Membri possono utilizzarlo per finanziare l’introduzione di nuove misure di sviluppo rurale o per incrementare misure già esistenti.

E.                 Il ruolo degli stati membri

Il ruolo della politica di sviluppo rurale è di rispondere ai bisogni regionali e nazionali.  Poiché sono gli Stati Membri che meglio conoscono i loro bisogni, essi giocano un ruolo importante nel disegnare i loro programmi di sviluppo rurale e la loro applicazione. La fase di programmazione inizia con ogni stato membro che presenta i propri progetti. Termina con la approvazione da parte della Commissione (che ha accertato la coerenza di questi piani con il regolamento dello sviluppo rurale). I programmi esistenti coprono un periodo di sette anni dal gennaio 2000 alla fine di dicembre 2006. Per i nuovi Stati Membri il periodo di programmazione è dal 2004 al 2006.

 declinazione di responsabilità