Glossario

PARTE I. Sviluppo rurale nell’EU
A. Elementi principali della proposta della Commissione
1. Cambiamenti alla definizione di aree svantaggiate
B. Equilibrio tra gli obiettivi
C. Sviluppo rurale e Agenda 2000
D. Sviluppo rurale e la Riforma della Pac 2003
E. Il ruolo degli stati membri

PART IΙ. Introduzione all’agricoltura a basso impatto ambientale e altre attività economiche complementari
A. Diversificazione delle attività agricole
B. La strategia : dalla fattoria alla forchetta

1. Spazio per la diversità
2. Mangime e igiene alimentare
3. La sicurezza alimentare inizia nelle nostre fattorie
4. Oltre alla sicurezza: qualità e diversità
5. Una base sicura per la diversità e l’eccellenza

PART III. Aiuti alle piccole aziende alimentari
A. Specialità – Un’opportunità?
B. Breve descrizione delle specialità alimentari – Una prospettiva europea
C. Processi di lavorazione alimentare in fattoria
D. Le distinte caratteristiche delle produzioni alimentari in fattoria

PART IV. Turismo
A. Attività turistiche alternative

1. Generale
2. Turismo alternativo
 2.1 Turismo rurale
 2.2 Turismo della salute
 1.1. Viaggi di lavoro
 2.5. Sport e turismo
     2.5.1. Turismo sportivo di rilassamento o ricreativo
     2.5.2. Turismo sportive di allenamento o competitivo
 2.6 Turismo Sociale
 2.7 Turismo e acqua
 2.8 Turismo stagionale
 2.9 Turismo culturale

B. Sviluppo rurale e turismo
C. Turismo nella politica di sviluppo dell’EU

PART V. Il territorio come base per l’ambiente Attività economiche supplementari per gli agricoltori
A. Natura 2000
1. Che cosa è Natura 2000?
2. La dichiarazione di El Teide
3. Obiettivi della direttiva sull’habitat 92/43/EEC
 3.1 Zone speciali di tutela ambientale e Natura 2000
4. Finanziare Natura 2000
B. Zone di tutela ambientale
1. Definizioni
 1.1 Aree protette
 1.2 Parchi nazionali
 1.3 Parchi regionali o naturalistici
 1.4 Riserve della biosfera
 1.5 Siti di patrimonio dell’umanità

2. Aree protette europee
3. La convenzione europea sul paesaggio

PART VI. Attività specifiche a basso impatto ambientale
Α. Permacultura

1. Definizione
2. Caratteristiche della Permacultura
3. Applicazioni pratiche della Permacultura
4. L’etica della Permacultura
5. I principi della Permacultura
6. Risorse informative mondiali sulla Permacultura
B. Agricoltura naturale
1. Che cosa è l’agricoltura naturale?
2. La filosofia
3. Applicazioni
 3.1 Perchè seminare una grande varietà di semi?
 3.2 Quale è la differenza tra agricoltura naturale e agricoltura scientifica?
 3.3 Quale è la differenza tra agricoltura naturale e agricoltura biologica o organica?

 3.4 Quale è la differenza tra agricoltura naturale e agricoltura tradizionale?
4. Chi può praticare l’agricoltura naturale? Quali sono gli aspetti economici di questo metodo d’agricoltura?
5. Il contributo dell’agricoltura naturale all’aumento delle precipitazioni atmosferiche

PART VII. Patrimonio rurale come base all’ ambiente
A. Patrimonio rurale
1. Abitazioni rurali
2. Vitalità sociale e culturale
3. Tutela del patrimonio
 3.1 Il patrimonio culturale
4. Interpretazione ed educazione
B. Panorami rurali storici
C. Patrimonio mondiale

Bibliografia e siti web selezionati


 

PARTE V:    PATRIMONIO NATURALE COME BASE DI ATTIVITA’ ECONOMICHE SUPPLEMENTARI E A BASSO IMPATTO AMBIENTALE PER GLI AGRICOLTORI

 

A.                Natura 2000

 

1   Che cosa è Natura 2000?

 

Natura 2000 è la risposta diretta alla preoccupazione del pubblico circa la rapida perdita delle risorse della natura dell’Europa. Il pubblico deve essere informato che qualcosa è stato fatto per affrontare le loro preoccupazioni.  In risposta ad un sondaggio di Eurobarometer, circa un terzo degli Europei è preoccupato della estinzione di specie animali e la perdita di aree naturali.  Spesso conoscono molto di più della natura africana che non della natura nella loro località. Natura 2000 fornisce una nuova opportunità per il pubblico di godere del patrimonio natura dell’Europa.

 

Per la prima volta tutti i 25 Stati Membri stanno lavorando insieme per conservare la natura usando la stessa struttura legislativa. Questo è un importante processo istituito in cooperazione a livello europeo, con molti vantaggi per le amministrazioni, le ONG, managers che condividono le loro esperienze e conoscenze.

 

 

1        La dichiarazione di El Teide

 

Durante un consiglio informale dei Ministri a Bruxelles nel luglio 2002, I Ministri all’ambiente delle 13 nazioni candidate all’UE (Bulgaria, Cipro, Republica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia e Turchia) firmarono la dichiarazione di El Teide alla presenza del Commissario all’Ambiente Margot Wallstrom, impegnandosi a contrastare il problema della perdita di biodiversità nelle loro rispettive nazioni.

La dichiarazione di El Teide intitolata “Natura 2000: Un Partnenariato per la Natura”, rinnova l’impegno fatto durante il Summit di Gotenborg e  rinnova gli impegni del Sesto Programma di Azione Ambientale, adottando tutte le misure necessarie per impedire la perdita di biodiversità entro il 2010, in particolare amministrando attivamente il Network di Natura 2000.

Più dettagliatamente i Ministri all’Ambiente si impegnarono a:

·        Ultimare nel più breve tempo possibile il Network di Natura 2000.

·        Promuovere conoscenza e comprensione di Natura 2000.

·        Promuovere lo sviluppo di partnerariato che coinvolga la più ampia fascia di società nella conservazione e amministrazione dei siti di Natura 2000.

·        Promuovere lo scambio di esperienze e di buona amministrazione del Network.

·        Aiutare l’uso sostenibile e l’amministrazione delle zone di Natura 2000 per esempio con attività didattiche e ricreative.

·        Assicurarsi che i bisogni di Natura 2000 sono implementati efficacemente in altre politiche comunitarie.

·        Riconoscere che questi obiettivi richiedono risorse dedicate.

2        Gli obiettivi della Direttiva sull’habitat 92/43/EEC

 

L’obiettivo principale della Direttiva sull’Habitat è di “contribuire per assicurare la biodiversità attraverso la conservazione degli habitat naturali e della fauna e flora del territorio Europeo degli Stati Membri dove il trattato è stato recepito”. In specifico, gli Stati Membri devono mantenere o ristabilire, nello stato di conservazione più vantaggioso, habitat naturali e specie di flora e fauna d’interesse della Comunità (articolo 2).

 

Un Network ecologico coerente di siti – Natura 2000 - per poter mantenere o ripristinare i tipi di habitat naturali e gli habitat di specie in uno stato di conservazione favorevole (articolo 3). La coerenza ecologica di Natura 2000 può essere migliorata attraverso l’amministrazione di territori di maggior importanza per la fauna selvatica e flora (Artiche 10).  La protezione di specie di flora e fauna è ulteriormente assicurata attraverso sistemi di protezione delle specie attraverso le loro zone naturali (Articoli 12-16). La Direttiva contiene un numero di articoli di supporto sulla sorveglianza ed il monitoraggio, reintroduzione di specie natie, introduzione di specie non natie, ricerca e educazione.

 

3.1            Zone speciali di tutela e Natura 2000

 

Un elemento centrale della Direttiva riguarda la fondazione, tutela e amministrazione di zone speciali di tutela (SACs), come parte del network di Natura 2000.  Ogni stato membro deve designare dei siti SAC, su un processo a due stadi che coinvolge gli stati membri e la commissione come di seguito:

 

· Stadio 1- Gli stati membri devono elencare una lista di Siti di importanza Comunitaria (pSCIs), selezioni sulla base dei criteri elencati nell’ Allegato III della direttiva e la documentazione scientifica del caso

· Stadio 2 – sulla base dei criteri elencati nell’Allegato III, e nella struttura delle regioni biogeografiche e di tutto il territorio UE, la Commissione deve stabilire, in accordo con ogni stato membro, una lista di Siti di Importanza Comunitaria (SCIs), che identifica siti ne cui habitat sono ospitati tipi o specie prioritari

 

Gli stati membri hanno poi fino a 6 anni per denominare le aree come Aree Speciali di Conservazione (SACs) (Articolo 4(4))

 

Una volta concordato come Sito di Importanza Comunitaria nella lista della Commissione, ogni Stato Membro può fare i suoi passi per evitare il deterioramento degli habitat naturali e gli habitat di specie, o anche il disturbo delle specie per la quale zona sono state selezionate (Articolo 6 (2)).  Qualsiasi progetto o piano che può avere un effetto significante deve essere vagliato di tutte le sue implicazioni sulla zona (Articolo 6(3)). Se l’istruttoria è negativa non esistono alternative, ma il progetto o il piano è necessario per il pubblico interesse, lo Stato Membro deve prendere tutte le misure compensative necessarie per assicurare che la coerenza integrale di Natura 2000 è protetta (Articolo 6(4)). Quando la zona ospita un tipo di habitat prioritario o una specie prioritaria, i motivi per procedere devono riguardare la salute pubblica o la sicurezza, deve beneficiarne l’ambiente e a richiedere un ulteriore opinione della commissione, devono riguardare ragioni che tutelano il pubblico interesse .

 

Per siti precedentemente designati come SACs, gli Stati Membri sono obbligati ad adottare le necessarie misure di conservazione, per esempio, piani amministrativi, statutari o contrattuali, che riflettano i requisiti ecologici (Articolo 6(1)).

 

 

4        Finanziare Natura 2000

 

L’Articolo 8 della Direttiva sugli Habitat ha riconosciuto “l’eccezionale peso” che Natura 2000 può causare, particolarmente per quelli ricchi di biodiversità.  L’articolo 8 prevede che la Comunità co-finanzi delle misure  di richiesta per instaurare e amministrare le priorità previste da Natura 2000.

 

Un gruppo di lavoro sull’Articolo 8 (co-finanziamento) è stato instaurato dalla Commissione nel dicembre 2001, con il compito di assicurare più complessivamente le implicazioni legali dell’Articolo e i costi finanziari di Natura 2000.  Il Gruppo di Lavoro ha redatto una stima della situazione corrente e stimato la futura spesa negli Stati Membri, per Natura 2000.  La stima basata su risultati esistenti, per tutto il network, è composta da una serie di cifre approssimative per il costo finanziario di Natura 2000 nell’UE, dai 3,4 ,miliardi di € e i 5,7 miliardi di € per anno tra il 2003 e il 2013.

 

B        Aree protette

 

1        Definizione

 

1.1     Area Protetta

 

L’Unione internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) definisce un’area protetta come: “Un’area di un territorio e/o mare specialmente dedicata alla protezione e mantenimento della diversità biologica, e delle risorse naturali e risorse culturali associate, e amministrata legalmente o con altri mezzi effettivi.

 

1.2     Parco Nazionale

 

Internazionalmente si intende per parco nazionale grandi, territori naturali di importanza nazionale. Proteggono gli ecosistemi, che non sono stati alterati dagli sfruttamenti umani. Nei parchi nazionali, alla natura è permesso di svilupparsi liberamente, indisturbata dall’influenza umana.  Questi parchi hanno funzione didattica e ricreativa, dando ai visitatori la possibilità di incontrare e vivere la natura e di rilassarsi in un ambiente incontaminato.  Lo sfruttamento economico delle risorse naturali come i minerali, centrali elettriche, foreste, agricoltura e caccia sono inammissibili in un parco nazionale.  Nei parchi nazionali, le piante e gli animali vivono seguendo le leggi della natura e anche gli alberi possono morire di morte naturale – in breve, la natura può essere natura.

 

          1.3     Parchi regionali o naturali

 

Parchi regionali o naturali sono dei territori culturali, zone di particolare interesse estetico, il risultato del intervento dell’uomo durante i secoli. Hanno funzioni ricreativa e si mantengono attraverso il perdurare delle tradizioni, metodi di coltivazione poco intensivi e cura del territorio.  Altri obiettivi di questi parchi includono la tutela di siti storici come del folklore locale e le tradizioni.

 

          1.4     Riserva della Biosfera

 

Una riserva della biosfera protegge una zona in cui la natura e il paesaggio stanno a fianco.  Di solito includono una zona centrale, che protetta come riserva naturale o parco nazionale, e una zona limitrofa in cui sono praticate forme d’uso sostenibile del terreno.

 

          1.5     Siti patrimonio dell’umanità

 

Il concetto di siti patrimonio dell’umanità (WHS) ebbe origine nel 1972 durante una Conferenza dell’Unesco riguardante la Protezione della cultura mondiale e il patrimonio naturale (Conferenza sul patrimonio dell’umanità).  Ad oggi 172 nazioni hanno firmato la Convenzione facendone uno degli strumenti legali internazionali per proteggere il patrimonio culturale e naturale.  La motivazione primaria della Convenzione è di definire e conservare il patrimonio dell’umanità è di definire e conservare il patrimonio dell’umanità identificando i siti considerati di valore universale.  Questi sono da conservare per tutta l’umanità attraverso la facilitazione di cooperazioni tra nazioni. Molte aree protette di valore universale sono state riconosciute dalla Convenzione.  Per ulteriori informazioni visitate www.unesco.org

 

2        Aree protette europee

 

Il patrimonio naturale europeo è unico.  In termini globali, questo continente piccolo se paragonato agli altri ha il più complesso sistema di paesaggi, che riflettono la scala e l’intensità dello sviluppo delle sue risorse naturali attraverso i secoli.

 

I resti dei paesaggi originali europei e i suoi vari paesaggi culturali detengono una parte essenziale dell’abbondanza di fauna selvatica in Europa.  Ed è per questa ragione che un sistema di aree protette è stato stabilito durante le ultime decadi.

 

Nei parchi nazionali europei e le grandi riserve naturali, la natura è lasciata libera di svilupparsi, e l’evoluzione naturale può continuare indisturbata.  La bellezza naturale di queste zone è protetta per arricchire le nostre vite.

 

Parchi regionali e naturali come le biosfere sono paesaggi culturali che sono stati modellati durante i secoli, durante periodi in cui l’uomo viveva più in armonia con la natura e il suo ambiente.  Zone come queste possono essere viste come modello per le zone rurali europee del futuro.

3        Convenzione Europea del Paesaggio

Sulla base della prima bozza elaborato dal Congresso delle Autorità Locali e Regionali d’Europa (CLRAE), il comitato del Consiglio dei Ministri Europei ha deciso di creare un gruppo ristretto di esperti con il compito di stilare la Convenzione Europea del Paesaggio, sotto l’auspicio del Comitato Patrimonio Culturale (CC-PAT) e il Comitato per le attività del Consiglio d’Europa nel campo di Diversità Strategica Biologica e di Paesaggio (CO-DBP).

Alcuni enti internazionali, nazionali e regionali e programmi sono stati invitati a prendere parte al gruppo di lavoro (parlamento, il Comitato sul Patrimonio Culturale del Consiglio Europeo (CC-PAT), il Comitato per le attività del Consiglio d’Europa nel campo Diversità Strategica Biologica e di Paesaggio (CO-DBP), il Comitato sul Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, il IUCN, il Comitato delle Regioni e la Commissione dell’UE, e il Comitato Paneuropeo per la  Diversità Strategica Biologica e di Paesaggio (CO-DBP) e le regioni di Andalusia (Spagna), Languedoc-Roussillon (Francia) e Toscana (Italia).

IL gruppo di lavoro ha prodotto una bozza finale della convenzione europea sul paesaggio nella forma di raccomandazioni, che è stato presentato al Congresso durante la sua quinta sessione plenaria (Strasburgo 26-28 maggio 1998).

Questa bozza di raccomandazioni, adottata dal congresso il 27 maggio 1998 (Raccomandazione 40 1998), chiedeva al comitato dei ministri del consiglio d’Europa di esaminare la bozza della convenzione europea sul paesaggio con l’idea di adottarla come una convenzione del Consiglio d’Europa, possibilmente durante la campagna sul patrimonio che i capi di stato e  di governo hanno richiesto per il secondo Consiglio Europeo nell’ottobre 1997.  La raccomandazione richiesto dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa è di aiutare la convenzione con l’obiettivo della sua adozione da parte del Consiglio dei Ministri.

 

Il risultato del lavoro di questo gruppo di esperti tra i quali molte organizzazioni internazionali, governative e non, e che il Consiglio dei Ministri del Consiglio Europeo ha adottato il testo finale della Convenzione il 19 luglio 2000.

 

La Convenzione europea del Paesaggio è stata aperta per la firma a Firenze, Italia il 20 ottobre 2000 nella struttura del Consiglio Europeo “Europa, un patrimonio comune”.

 

La Convenzione Europea del Paesaggio è entrata in vigore il 1 marzo 2004, che è il primo giorno del mese seguente il periodo di scadenza di tre mesi dopo la data in cui i dieci stati membri del Consiglio Europeo avevano acconsentito alla sua entrata in vigore, depositando gli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARTE VI:    ATTIVITA’ AGRICOLE SPECIFICHE A BASSO IMPATTO AMBIENTALE

 

A.      Permacultura

 

1    Definizione

 

La parola permacultura è stata coniata nel 1978 da Bill Mollison, un ecologista australiano, ed uno dei suoi studenti, David Holmgren. E’ una contrazione delle parole “agricoltura permanente” o “coltura permanente”.

Permacultura significa disegnare habitat umani ecologici e sistemi di produzione alimentari.  E’ un movimento di uso della terra e di costruzione di comunità, che cerca di integrare armoniosamente le abitazioni, il microclima, piante annuali e perenni, animali, terreno, acqua, nelle stalle, comunità produttive.  Il cuore non è in questi elementi, ma sulle relazione create con loro nel modo in cui le posizioniamo nel territorio.  Questa sinergia è potenziata ulteriormente quando si mimano i cicli trovati in natura.

Un elemento centrale della permacultura è il disegno di paesaggi ecologici che producono alimenti. Una certa enfasi è posta su piante multi uso, pratiche culturali come la pacciamatura e il sovescio e l’utilizzo degli animali perl tagliare l’erba.

2               Caratteristiche della permacultura2

  • E’ uno dei sistemi integrati d’analisi, olistico e di metodologia che si possa trovare nel mondo.

  • Può essere applicato per creare ecosistemi produttivi per l’uomo, o come punto di partenza per aiutare un ecosistema degradato a risanarsi. Può essere applicato a qualsiasi ecosistema, per quanto degradato.

  • I valori della permacultura convalidano la conoscenza tradizionale e l’esperienza, comprendeno pratiche di agricoltura sostenibile e tecniche di amministrazione del territorio e strategie da tutto il mondo. Permacultura è il ponte tra colture tradizionali e colture emergenti più a contatto con la terra.

  • Promuove l’agricoltura biologica, che non usa pesticidi e non inquina l’ambiente.

  • La permacultura punta a massimizzare la relazione sinergica e simbiotica tra i suoi componenti.

  • La permacoltura è progettazione urbana come è design del paesaggio.

  • Il design della permacoltura è specifico per ogni zona, per ogni cliente e cultura.

 

2.      Le applicazioni pratiche della permacultura

La permacultura non è limitata alle piante e animali agricoli, ma include la progettazione della comunità e lo sviluppo, l’uso di tecnologie appropriate e adozione di concetti e filosofie che sono basate sulla terra e sull’uomo, come il bioregionalismo.

2 Pilarski, Michael (ed.) 1994. Restoration Forestry. Kivaki Press, Durango, CO. p. 450.

Molte delle tecnologie adatte utilizzate dai permaculturisti sono ben conosciute. Tra queste c’è l’energia solare ed eolica, serre solari, abitazioni a risparmio energetico e cucina a energia solare, ecc.

Grazie alla sostenibilità del sistema di coltivazione perenne, permacultura pone un enfasi maggiore sulla forestazione. Sistemi che integrano piante annuali a perenni – come viali e agroforestazione – traggono vantaggio dall’”effetto bordura”, aumentano la diversità biologica e offreno altre caratteristiche che mancano nei sistemi monoculturali. Il sistema di multi coltivazione che incrocia alberi perenni con piante annuali promette una tecnica funzionale per l’agricoltura di grandi dimensioni.  Metodi ecologici di produzioni per ogni coltivazione o sistema di agricoltura (es. pratiche di ristrutturazione del terreno, metodi di controllo degli insetti biologici, concimature) sono centrali per la permacultura come all’agricoltura sostenibile in generale.

Poiché la permacultura non è un sistema di produzione, ma bensì un uso della terra ed una filosofia di pianificazione delle comunità, non si limita ad metodo specifico di produzione. Inoltre, i principi di permacultura si possono adattare in qualsiasi azienda agricola o comunità nel mondo, è quindi insita del posto e soggetto ad adattamenti locali delle tecniche di produzione.

Per esempio, agricoltura biologica standard e le tecniche di giardinaggio che utilizzano la pacciamatura, concimazione verde, rotazione colturale, enfatizzano i sistemi di permacultura. Ci sono molte altre opzioni e tecnologie disponibili per sostenere gli agricoltori che lavorano abbracciando la permacultura.  La decisione da prendere è quale sistema impiegare per uno specifico sito e come amministrarlo.

I sistemi di agricoltura e le tecniche comunemente associate alla permacultura includono la forestazione, le bordure, agricoltura Keyline (amministrare terreno e acqua), frangivento e siepi, e sistemi integrati di agricoltura come acquacultura, policultura e ecc.

Giardinaggio e metodi di riciclo comuni alla permacultura includono architettura del paesaggio, keyhole gardening, tutoraggio, sovescio, pacciamatura, chicken tractors, serre solari, spiral herb gardens, swales e compostaggio tramite lombrichi.

Raccolta delle acque, sistemi di utilizzo, e reciclo come il Keyline, acque nere, raccolta delle acque pluviali, costruzione di zone umide, aquaponics (l’integrazione di idroponic con acquacultura), bacini idrici solari (conosciute anche come Macchine Viventi) hanno un ruolo importante nei progetti di permacultura.

4        L’etica della permacultura

La permacultura è unica tra i sistemi alternativi d’agricoltura (es. biologico, sostenibile, agricoltura ecologica, biodinamica) poiché lavora con un codice etico che suggerisce “noi pensiamo e agiamo responsabilmente l’un l’altro e verso la Terra”.

 

L’etica della permacultura da un senso di partecipazione ad uno schema di cose più grande, e serve come unità di vita giusta in concerto con la comunità globale e l’ambiente, piuttosto che l’individualismo e l’indifferenza.

 

Cura della Terra

……include tutte le cose viventi e non – piante, animali, terra, acqua ed aria

 

Cura dell’uomo

…..promuove auto stima e responsabiltà verso la comunità – accesso alle risorse necessarie all’esistenza

 

Pone limiti alla popolazione ed al consumismo

.....regala il tempo libero, lavoro, soldi, informazione, ed energia per ottenere l’ obiettivo della tutela della terra e delle persone.

 

La permacultura fa sua una basilare etica di vita, che riconosce l’intrinseco valore di ogni cosa vivente.  Un albero ha il suo valore, anche se non ha un valore commerciale per l’uomo.  L’albero è vivo e la sua funzione è necessaria. La sua funzione è di essere parte della natura, riciclare rifiuti, produrre ossigeno, ricambiare l’anidride carbonica, fornire riparo agli animali, costruire il terreno e cosi via.

5        I principi del design della permacultura

L’etica della permacultura è più vicina a valori morali o a codici di comportamento, i principi di permacultura forniscono un pacchetto di linee guida applicabili universalmente, che possono essere usate nel progettare habitat sostenibili. Un distillato di molte discipline – ecologia, energia, conservazione, progettazione del territorio, e scienza dell’ambiente – questi principi sono tutti inerenti al design della permacultura, in qualsiasi tipo di clima e su ogni scala.

1.     Ogni elemento ha una multifunzionalità

2.     Ogni funzione è aiutata da molti elementi

3.     Pianificazione di efficienza energetica

4.     L’uso delle risorse biologiche

5.     Ciclo dell’energia

6.     Sistemi intensivi di scala ridotta

7.     Successione naturale delle piante e conservazione

8.     Policultura e diversità di specie

9.     Aumento delle bordure all’interno del sistema

10. Osservare e replicare i sistemi naturali

11. Attenzione alla scala delle cose

12. Comportamento

6        Risorse sulla permacultura nel mondo

Permaculture Magazine: Solutions for Everyday Life
Permanent Publications
Hyden House Ltd, The Sustainability Centre
East Meon, Hampshire GU32 1HR
England
Email: info@permaculture.co.uk
http://www.permaculture.co.uk

Costo di US $22, trimestrali (disponibile negli USA attraverso The Permaculture activist)

Il Permaculture Magaziene è una rivista sulla permacultura nel mondo. Ogni uscita è una gioia da leggere, accompagnata da foto a colori che illustrano la permacultura in azione, i suoi prodotti e le risorse disponibile per aiutare il vivere in modo sostenibile ed imparare. Un assortimento di piante, specie di piante multi uso, design ecologico, e ecoarchitettura per regioni a clima mite come in Europa e Nord America.  Una sottoscrizione da avere insieme al suo compagno Nord Americano, The Permaculture Activist.

Earth Repair Catalog - Permanent Publications UK
http://www.permaculture.co.uk/erc/welcome.htm

Permanent Publications pubblica inoltre un numero di libri importanti e video sulla permacultura : Permacultura in un guscio, Come realizzare un giardino foresta, Piante per il futuro, Permacultura una guida per gli insegnanti, e il Giardino sinergetico, Il Catalogo delle riparazioni della Terra offre un estesa selezione di libri, video, risorse e prodotti per il vivere in modo sostenibile; permaculture; agricoltura biologica e giardinaggio, biodinamico; agroforeste, acquacultura; animali; architettura ecologica, tecnologia di costruzione sostenibile; comunità sostenibili e villaggi ecologici, come anche prodotti a risparmio energetico e prodotti per il corpo.

The Permaculture Association (Britain)
London, WC1N 3XX
Email: office@permaculture.org.uk
http://www.permaculture.org.uk

I soci ricevono una lettera quadrimestralmente, Permaculture Works.  L’associazione offre una gamma di attività di apprendimento, corsi di design e diploma, e pubblica The Permaculture Teacher's Handbook.

eco-logic books
Mulberry House
19 Maple Grove
Bath BA2 3AF
Email:
info@eco-logicbooks.com

http://www.eco-logicbooks.com/

Eco logic è un distributore di libri per argomenti specializzati, permacultura e agricoltura biologica e giardinaggio. Degno di nota è il Manuale per insegnare permacultura creativamente pubblicato nel 1991 da Robin Clayfield e Skye, due insegnanti molto conosciuti. Questo è un fascicolo con oltre 300 pagine A4 di note ed esercizi per insegnanti che include giochi, nozioni di insegnamento e altre idee creative.

Permaculture Villager / Forestry for a Small Planet
Trees for Africa
P.O. Box 2035
Gallo Manor 2052
Zimbabwe
Email: trees@cis.co.za
http://www.junex.co.za/tfa/

Due newsletters che trattano di permacultura, forestazione, agroforestazione, piantagione di alberi e foreste della communità in Sud Africa.  Una notevole fonte di informazioni, contatti e risorse per l’Africa.  Copie disponibili dal 1995 al 1999.

Kenya Institute of Organic Farming
John Wanjau Njoroge, Director
P.O. Box 34972
Nairobi, Kenya
Email:
kiof@iconnect.co.ke

Email:
kiof@elci.gn.apc.or
http://www.kenyaweb.com/agriculture/organic-agri/index.html

Una guida di organizzazioni che promuovo l’agricoltura biologica nella regione dell’Africa dell’Est è una guida di 116 pagine edita da John Kanvuiro,Kihia e John Wanjau Njoroge del Istituto per l’agricoltura biologica del Kenya – KIOF. Riporta nomi, informazioni e brevi descrizioni di organizzazioni che lavorano per promuovere, ricercare ed aiutare l’agricoltura biologica nell’Africa dell’Est.

OrganicWorld
http://www.agrar.de/bioherb/ow/index.htm

Un sito web con un vasto numero di organizzazioni coinvolte con l’agricoltura biologica nelle parti del mondo in via di sviluppo.

B.      Agricoltura Naturale

          RISPETTO PER L’AMBIENTE

          MIGLIORE QUALITA’ DI CIBO SENZA AGENTI CHIMICI

          BASSI COSTI DI PRODUZIONE

          BASSI COSTI PER I CONSUMATORI

          PRODOTTI DAI SAPORI VERI

          RINVERDIMENTO DI ZONE BRUCIATE O BRULLE

 

L’erosione della terra, alluvioni, diminuzione dell’ossigeno nell’atmosfera, aumento graduale della temperatura del pianeta e desertificazione, scomparsa dell’agricoltura in piccola scala, pericoli per la salute e frutta senza sapore, cereali e verdure, prodotti geneticamente modificate, sono il prezzo da pagare per le foreste che spariscono.

L’agricoltura naturale è semplice, la soluzione naturale a questo disastro.

1        Che cosa è l’agricoltura naturale?

Masanobu Fukuoka, un patologista delle piante giapponese, ha dato origine a quello che lui chiama il “non arare, non concimare, non diserbare, non usare pesticidi, non fare niente metodo dell’agricoltura naturale”. Per lui l’idea che l’uomo può coltivare è egocentrica. In definitiva è la natura che fa crescere le coltivazioni. Vede l’agricoltura moderna come lo strafare per coltivare, che è lavoro insignificante. L’agricoltura naturale è la forma primitiva di agricoltura. Questo metodo inizia in autunno quando una varietà di semi è miscelata con dell’argilla e schiacciata attraverso uno schermo per poi creare delle zolle di argilla impregnate di semi. Queste zolle servono come capsule che proteggeranno i semi dai roditori e dagli insetti predatori sino alla primavera. Le piante che cresceranno saranno piante che si adatteranno all’ecosistema della regione e potranno essere usate nel secondo e terzo anno.

2        Filosofia

La filosofia dietro l’agricoltura naturale è che la natura è perfetta, mentre la conoscenza umana è incompleta e limtata.  L’obiettivo principale dell’agricoltore naturale è di servire la natura, creare un terreno fertile e piante sane e non di trarne profitto.  L’agricoltura natura si basa su una natura libera dall’intervento dell’uomo.

3        Applicazione

La preparazione e la realizzazione delle palline di semi è molto semplice. Mettere in un mixer 300 grammi di semi con 3 secchi di argilla, 3 secchi di truciolato, muffa e acqua. Svuotare la mistura per fare le palline. Lasciare le palline in posto soleggiato per 2/3 giorni sono a quando sono asciutte e poi metti 3 palline per ogni metro quadro che si vuole piantare. L’argilla protegge i semi dai roditori e dagli insetti, mentre la selezione di un periodo piovoso per la fase dell’inseminazione arreca le migliori condizioni possibile per il germoglio del seme.  Si possono usare semi da alberi della foresta, da frutto, foraggio, verdure e cereali.  Un anno dopo la semina, alcune di queste piante cresceranno dando un indicazione di che cosa è adatto al terreno ed al clima.  Durante il secondo e terzo anno l’indicazione è ancora più chiara di che piante e alberi sono adatti per quella particolare zona.

          3.1     Perchè piantare una grande varietà di semi?

Se noi piantassimo una grande varietà di semi, possiamo assicurarci che alcuni di questi germoglieranno, a prescindere dalle condizioni.  Se la superficie della terra è ricoperta di vegetazione, anche se per un breve periodo, un calo della temperatura sarà ottenuto.  Non dimentichiamoci del ruolo delle piante pilota che ci aiutano a creare le condizioni che permettono ad altre piante di crescere.  Un altro motivo per il quale piantiamo grandi varietà di semi e i microrganismi possono svegliare il terreno dormiente.  IL terreno non ritorna alla vita solo se piantiamo piante utili in una zona desolata e brulla.  Le piante non crescono in condizioni di solitudine.  Per esempio, gli alberi per crescere e raggiungere buone altezze, hanno bisogno di un terreno che corrisponda al loro sistema radicale.  Alberi bassi sono da preferire per proteggere la base degli alberi più alti, mentre la presenza di cespugli e sottobosco garantiscono la presenza di microrganismi necessaria. In altre parole, un grande albero è la cooperazione di una moltitudine di esseri viventi.  Quando una foresta con un’alta densità di vegetazione è creata, la pioggia inizia a cadere.  Le nuvole si formano sulle montagna e si schiariscono sulle valli.  Il fattore primario di una foresta non sono solo gli alberi più alti.  Felci, muschi, foglie cadenti, tutti hanno un ruolo primario.

3.2 Quale è la differenza tra agricoltura naturale e agricoltura scientifica?

I cinque maggiori principi di agricoltura naturale sono

- Non lavorazione
- Non concimare
- Non usare pesticidi
- Non diserbare
- Non potare

L’agricoltura scientifica, si caratterizza per l’uso di queste attività

          3.3     Quale è la differenza tra agricoltura naturale e biologica o organica?

In agricoltura biologica o organica vi è uso della lavorazione del terreno, delle potature, di erbicidi e concimi organici. Inoltre il prezzo di vendita dei prodotti dell’agricoltura naturale è molto inferiore dei prodotti organici o biologici.

          3.4     Quale è la differenza tra agricoltura naturale e agricoltura tradizionale?

Nell’agricoltura tradizionale si fa uso delle lavorazioni del terreno dei concimi, delle potature e dei diserbanti.

4. Chi può applicare l’agricoltura naturale? Quali sono gli aspetti economici di questo metodo?

Oggi è generalmente accettato, anche dagli addetti ai lavori che l’agricoltura chimico scientifica abbia fallito.  La promessa Rivoluzione Verde, non solo non ha risolto il problema della fame nel modo; ma al contrario, l’ha aggravato distruggendo e devastando vaste aree di terreno.  Allo stesso tempo, l’uso sconsiderato di pesticidi e concimi ha inquinato irreparabilmente le falde acquifere, i mari, i fiumi, i laghi e l’atmosfera e la salute dell’uomo. Ha virtualmente alienato i piccoli agricoltori e ha stabilito grandi business agricoli.  I costi di produzione sono aumentati enormemente, i prezzi dei prodotti sono stati congelati e i piccoli agricoltori sono al declino.  L’agricoltura naturale ha costo zero di produzione in quanto non si utilizzano macchinari, pesticidi, ecc e inoltre, l’agricoltore trae profitto vendendo i prodotti a qualsiasi prezzo. Inoltre la fertilità del terreno aumenta continuamente e la sua produttività diventa sempre più grande. Le conseguenze dell’agricoltura chimica sono la desolazione e l’abbandono del suolo. Solo attraverso l’alta concentrazione di sale nel terreno, causato dall’uso di concimi, 100.000.000 acri di terra diventano inadatti all’agricoltura ogni anno.

L’agricoltura naturale è la sola e unica risposta ai problemi causati dall’agricoltura chimica.  Rispetta l’ambiente e l’uomo, contribuisce al miglioramento della fertilità del terreno e non consuma energia. Oltre che dagli agricoltori professionisti, l’agricoltura naturale può essere praticata anche dai dilettanti.

5Il contributo dell’agricoltura naturale all’aumento delle precipitazioni

Fukuoka asserisce: “ Nei deserti non si può coltivare perché non c’è pioggia; ma la pioggia non c’è perché non c’è vegetazione.  Costruire una diga nel deserto è un tentativo per trattare i sintomi di una malattia ma non è strategia per aumentare le piogge. Prima dovremmo imparare a come ristabilire le antiche foreste.”

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