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PARTE V: PATRIMONIO NATURALE COME BASE DI ATTIVITA’
ECONOMICHE SUPPLEMENTARI E A BASSO IMPATTO AMBIENTALE PER
GLI AGRICOLTORI
A.
Natura 2000
1 Che cosa
è Natura 2000?
Natura 2000 è la risposta diretta alla
preoccupazione del pubblico circa la rapida perdita delle
risorse della natura dell’Europa. Il pubblico deve essere
informato che qualcosa è stato fatto per affrontare le loro
preoccupazioni. In risposta ad un sondaggio di
Eurobarometer, circa un terzo degli Europei è preoccupato
della estinzione di specie animali e la perdita di aree
naturali. Spesso conoscono molto di più della natura
africana che non della natura nella loro località. Natura
2000 fornisce una nuova opportunità per il pubblico di
godere del patrimonio natura dell’Europa.
Per la prima volta tutti i 25 Stati Membri
stanno lavorando insieme per conservare la natura usando la
stessa struttura legislativa. Questo è un importante
processo istituito in cooperazione a livello europeo, con
molti vantaggi per le amministrazioni, le ONG, managers che
condividono le loro esperienze e conoscenze.
1
La dichiarazione di El Teide
Durante un consiglio informale dei Ministri
a Bruxelles nel luglio 2002, I Ministri all’ambiente delle
13 nazioni candidate all’UE (Bulgaria, Cipro, Republica
Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia,
Romania, Slovacchia, Slovenia e Turchia) firmarono la
dichiarazione di El Teide alla presenza del Commissario
all’Ambiente Margot Wallstrom, impegnandosi a contrastare il
problema della perdita di biodiversità nelle loro rispettive
nazioni.
La dichiarazione di El Teide intitolata
“Natura 2000: Un Partnenariato per la Natura”, rinnova
l’impegno fatto durante il Summit di Gotenborg e rinnova
gli impegni del Sesto Programma di Azione Ambientale,
adottando tutte le misure necessarie per impedire la perdita
di biodiversità entro il 2010, in particolare amministrando
attivamente il Network di Natura 2000.
Più dettagliatamente i Ministri all’Ambiente
si impegnarono a:
·
Ultimare nel più breve tempo possibile il
Network di Natura 2000.
·
Promuovere conoscenza e comprensione di
Natura 2000.
·
Promuovere lo sviluppo di partnerariato che
coinvolga la più ampia fascia di società nella conservazione
e amministrazione dei siti di Natura 2000.
·
Promuovere lo scambio di esperienze e di
buona amministrazione del Network.
·
Aiutare l’uso sostenibile e
l’amministrazione delle zone di Natura 2000 per esempio con
attività didattiche e ricreative.
·
Assicurarsi che i bisogni di Natura 2000
sono implementati efficacemente in altre politiche
comunitarie.
·
Riconoscere che questi obiettivi richiedono
risorse dedicate.
2
Gli obiettivi della Direttiva sull’habitat 92/43/EEC
L’obiettivo principale della Direttiva
sull’Habitat è di “contribuire per assicurare la
biodiversità attraverso la conservazione degli habitat
naturali e della fauna e flora del territorio Europeo degli
Stati Membri dove il trattato è stato recepito”. In
specifico, gli Stati Membri devono mantenere o ristabilire,
nello stato di conservazione più vantaggioso, habitat
naturali e specie di flora e fauna d’interesse della
Comunità (articolo 2).
Un Network ecologico coerente di siti –
Natura 2000 - per poter mantenere o ripristinare i tipi di
habitat naturali e gli habitat di specie in uno stato di
conservazione favorevole (articolo 3). La coerenza ecologica
di Natura 2000 può essere migliorata attraverso
l’amministrazione di territori di maggior importanza per la
fauna selvatica e flora (Artiche 10). La protezione di
specie di flora e fauna è ulteriormente assicurata
attraverso sistemi di protezione delle specie attraverso le
loro zone naturali (Articoli 12-16). La Direttiva contiene
un numero di articoli di supporto sulla sorveglianza ed il
monitoraggio, reintroduzione di specie natie, introduzione
di specie non natie, ricerca e educazione.
3.1
Zone speciali di tutela e Natura 2000
Un elemento centrale della Direttiva
riguarda la fondazione, tutela e amministrazione di zone
speciali di tutela (SACs), come parte del network di Natura
2000. Ogni stato membro deve designare dei siti SAC, su un
processo a due stadi che coinvolge gli stati membri e la
commissione come di seguito:
·
Stadio 1- Gli stati membri devono
elencare una lista di
Siti di importanza Comunitaria (pSCIs), selezioni
sulla base dei criteri elencati nell’ Allegato III della
direttiva e la documentazione scientifica del caso
·
Stadio 2 – sulla base dei criteri
elencati nell’Allegato III, e nella struttura delle regioni
biogeografiche e di tutto il territorio UE, la Commissione
deve stabilire, in accordo con ogni stato membro, una lista
di Siti di Importanza
Comunitaria (SCIs), che identifica siti ne cui
habitat sono ospitati tipi o specie prioritari
Gli stati membri hanno poi fino a 6 anni per
denominare le aree come Aree Speciali di Conservazione
(SACs) (Articolo 4(4))
Una volta concordato come Sito di Importanza
Comunitaria nella lista della Commissione, ogni Stato Membro
può fare i suoi passi per evitare il deterioramento degli
habitat naturali e gli habitat di specie, o anche il
disturbo delle specie per la quale zona sono state
selezionate (Articolo 6 (2)). Qualsiasi progetto o piano
che può avere un effetto significante deve essere vagliato
di tutte le sue implicazioni sulla zona (Articolo 6(3)). Se
l’istruttoria è negativa non esistono alternative, ma il
progetto o il piano è necessario per il pubblico interesse,
lo Stato Membro deve prendere tutte le misure compensative
necessarie per assicurare che la coerenza integrale di
Natura 2000 è protetta (Articolo 6(4)). Quando la zona
ospita un tipo di habitat prioritario o una specie
prioritaria, i motivi per procedere devono riguardare la
salute pubblica o la sicurezza, deve beneficiarne l’ambiente
e a richiedere un ulteriore opinione della commissione,
devono riguardare ragioni che tutelano il pubblico interesse
.
Per siti precedentemente designati come
SACs, gli Stati Membri sono obbligati ad adottare le
necessarie misure di conservazione, per esempio, piani
amministrativi, statutari o contrattuali, che riflettano i
requisiti ecologici (Articolo 6(1)).
4
Finanziare Natura 2000
L’Articolo 8 della Direttiva sugli Habitat
ha riconosciuto “l’eccezionale peso” che Natura 2000 può
causare, particolarmente per quelli ricchi di biodiversità.
L’articolo 8 prevede che la Comunità co-finanzi delle
misure di richiesta per instaurare e amministrare le
priorità previste da Natura 2000.
Un gruppo di lavoro sull’Articolo 8
(co-finanziamento) è stato instaurato dalla Commissione nel
dicembre 2001, con il compito di assicurare più
complessivamente le implicazioni legali dell’Articolo e i
costi finanziari di Natura 2000. Il Gruppo di Lavoro ha
redatto una stima della situazione corrente e stimato la
futura spesa negli Stati Membri, per Natura 2000. La stima
basata su risultati esistenti, per tutto il network, è
composta da una serie di cifre approssimative per il costo
finanziario di Natura 2000 nell’UE, dai 3,4 ,miliardi di € e
i 5,7 miliardi di € per anno tra il 2003 e il 2013.
B Aree protette
1 Definizione
1.1 Area Protetta
L’Unione internazionale per la Conservazione
della Natura (IUCN) definisce un’area protetta come:
“Un’area di un territorio e/o mare specialmente dedicata
alla protezione e mantenimento della diversità biologica, e
delle risorse naturali e risorse culturali associate, e
amministrata legalmente o con altri mezzi effettivi.
1.2
Parco
Nazionale
Internazionalmente si intende per parco
nazionale grandi, territori naturali di importanza
nazionale. Proteggono gli ecosistemi, che non sono stati
alterati dagli sfruttamenti umani. Nei parchi nazionali,
alla natura è permesso di svilupparsi liberamente,
indisturbata dall’influenza umana. Questi parchi hanno
funzione didattica e ricreativa, dando ai visitatori la
possibilità di incontrare e vivere la natura e di rilassarsi
in un ambiente incontaminato. Lo sfruttamento economico
delle risorse naturali come i minerali, centrali elettriche,
foreste, agricoltura e caccia sono inammissibili in un parco
nazionale. Nei parchi nazionali, le piante e gli animali
vivono seguendo le leggi della natura e anche gli alberi
possono morire di morte naturale – in breve, la natura può
essere natura.
1.3
Parchi regionali o naturali
Parchi regionali o naturali sono dei
territori culturali, zone di particolare interesse estetico,
il risultato del intervento dell’uomo durante i secoli.
Hanno funzioni ricreativa e si mantengono attraverso il
perdurare delle tradizioni, metodi di coltivazione poco
intensivi e cura del territorio. Altri obiettivi di questi
parchi includono la tutela di siti storici come del folklore
locale e le tradizioni.
1.4
Riserva della Biosfera
Una riserva della biosfera protegge una zona
in cui la natura e il paesaggio stanno a fianco. Di solito
includono una zona centrale, che protetta come riserva
naturale o parco nazionale, e una zona limitrofa in cui sono
praticate forme d’uso sostenibile del terreno.
1.5
Siti patrimonio dell’umanità
Il concetto di siti
patrimonio dell’umanità (WHS) ebbe origine nel 1972 durante
una Conferenza dell’Unesco riguardante la Protezione della
cultura mondiale e il patrimonio naturale (Conferenza sul
patrimonio dell’umanità). Ad oggi 172 nazioni hanno firmato
la Convenzione facendone uno degli strumenti legali
internazionali per proteggere il patrimonio culturale e
naturale. La motivazione primaria della Convenzione è di
definire e conservare il patrimonio dell’umanità è di
definire e conservare il patrimonio dell’umanità
identificando i siti considerati di valore universale.
Questi sono da conservare per tutta l’umanità attraverso la
facilitazione di cooperazioni tra nazioni. Molte aree
protette di valore universale sono state riconosciute dalla
Convenzione. Per ulteriori informazioni visitate
www.unesco.org
2 Aree protette europee
Il patrimonio naturale europeo è unico. In
termini globali, questo continente piccolo se paragonato
agli altri ha il più complesso sistema di paesaggi, che
riflettono la scala e l’intensità dello sviluppo delle sue
risorse naturali attraverso i secoli.
I resti dei paesaggi originali europei e i
suoi vari paesaggi culturali detengono una parte essenziale
dell’abbondanza di fauna selvatica in Europa. Ed è per
questa ragione che un sistema di aree protette è stato
stabilito durante le ultime decadi.
Nei parchi nazionali europei e le grandi
riserve naturali, la natura è lasciata libera di
svilupparsi, e l’evoluzione naturale può continuare
indisturbata. La bellezza naturale di queste zone è
protetta per arricchire le nostre vite.
Parchi regionali e naturali come le biosfere
sono paesaggi culturali che sono stati modellati durante i
secoli, durante periodi in cui l’uomo viveva più in armonia
con la natura e il suo ambiente. Zone come queste possono
essere viste come modello per le zone rurali europee del
futuro.
3
Convenzione
Europea del Paesaggio
Sulla base della
prima bozza elaborato dal Congresso delle Autorità Locali e
Regionali d’Europa (CLRAE), il comitato del Consiglio dei
Ministri Europei ha deciso di creare un gruppo ristretto di
esperti con il compito di stilare la Convenzione Europea del
Paesaggio, sotto l’auspicio del Comitato Patrimonio
Culturale (CC-PAT) e il Comitato per le attività del
Consiglio d’Europa nel campo di Diversità Strategica
Biologica e di Paesaggio (CO-DBP).
Alcuni enti
internazionali, nazionali e regionali e programmi sono stati
invitati a prendere parte al gruppo di lavoro (parlamento,
il Comitato sul Patrimonio Culturale del Consiglio Europeo
(CC-PAT), il Comitato per le attività del Consiglio d’Europa
nel campo Diversità Strategica Biologica e di Paesaggio
(CO-DBP), il Comitato sul Patrimonio dell’Umanità
dell’Unesco, il IUCN, il Comitato delle Regioni e la
Commissione dell’UE, e il Comitato Paneuropeo per la
Diversità Strategica Biologica e di Paesaggio (CO-DBP) e le
regioni di Andalusia (Spagna), Languedoc-Roussillon
(Francia) e Toscana (Italia).
IL gruppo di
lavoro ha prodotto una bozza finale della convenzione
europea sul paesaggio nella forma di raccomandazioni, che è
stato presentato al Congresso durante la sua quinta sessione
plenaria (Strasburgo 26-28 maggio 1998).
Questa bozza di
raccomandazioni, adottata dal congresso il 27 maggio 1998
(Raccomandazione 40 1998), chiedeva al comitato dei ministri
del consiglio d’Europa di esaminare la bozza della
convenzione europea sul paesaggio con l’idea di adottarla
come una convenzione del Consiglio d’Europa, possibilmente
durante la campagna sul patrimonio che i capi di stato e di
governo hanno richiesto per il secondo Consiglio Europeo
nell’ottobre 1997. La raccomandazione richiesto
dall’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa è di
aiutare la convenzione con l’obiettivo della sua adozione da
parte del Consiglio dei Ministri.
Il risultato del lavoro di questo gruppo di
esperti tra i quali molte organizzazioni internazionali,
governative e non, e che il Consiglio dei Ministri del
Consiglio Europeo ha adottato il testo finale della
Convenzione il 19 luglio 2000.
La Convenzione europea del Paesaggio è stata
aperta per la firma a Firenze, Italia il 20 ottobre 2000
nella struttura del Consiglio Europeo “Europa, un patrimonio
comune”.
La Convenzione
Europea del Paesaggio è entrata in vigore il 1 marzo 2004,
che è il primo giorno del mese seguente il
periodo di scadenza di tre mesi dopo la data in cui i dieci
stati membri del Consiglio Europeo avevano acconsentito alla
sua entrata in vigore, depositando gli strumenti di
ratifica, accettazione o approvazione.
PARTE VI: ATTIVITA’ AGRICOLE SPECIFICHE A BASSO IMPATTO
AMBIENTALE
A. Permacultura
1
Definizione
La parola
permacultura è stata coniata nel 1978 da Bill Mollison, un
ecologista australiano, ed uno dei suoi studenti, David
Holmgren. E’ una contrazione delle parole “agricoltura
permanente” o “coltura
permanente”.
Permacultura significa disegnare habitat umani ecologici e
sistemi di produzione alimentari. E’ un movimento di uso
della terra e di costruzione di comunità, che cerca di
integrare armoniosamente le abitazioni, il microclima,
piante annuali e perenni, animali, terreno, acqua, nelle
stalle, comunità produttive. Il cuore non è in questi
elementi, ma sulle relazione create con loro nel modo in cui
le posizioniamo nel territorio. Questa sinergia è
potenziata ulteriormente quando si mimano i cicli trovati in
natura.
Un elemento centrale della permacultura è il disegno di
paesaggi ecologici che producono alimenti. Una certa enfasi
è posta su piante multi uso, pratiche culturali come
la pacciamatura e
il sovescio e l’utilizzo
degli animali
perl
tagliare l’erba.
2
Caratteristiche
della permacultura2
-
E’ uno dei sistemi
integrati d’analisi, olistico e di metodologia che si
possa trovare nel mondo.
-
Può essere
applicato per creare ecosistemi produttivi per l’uomo, o
come punto di partenza per aiutare un ecosistema
degradato a risanarsi. Può essere applicato a qualsiasi
ecosistema, per quanto degradato.
-
I valori della
permacultura convalidano la conoscenza tradizionale e
l’esperienza, comprendeno pratiche di agricoltura
sostenibile e tecniche di amministrazione del territorio
e strategie da tutto il mondo. Permacultura è il ponte
tra colture tradizionali e colture emergenti più a
contatto con la terra.
-
Promuove
l’agricoltura biologica, che non usa pesticidi e non
inquina l’ambiente.
-
La permacultura
punta a massimizzare la relazione sinergica e simbiotica
tra i suoi componenti.
-
La permacoltura è
progettazione urbana come è design del paesaggio.
-
Il design della
permacoltura è specifico per ogni zona, per ogni cliente
e cultura.
2.
Le applicazioni
pratiche della permacultura
La permacultura non è limitata alle piante e animali
agricoli, ma include la progettazione della comunità e lo
sviluppo, l’uso di tecnologie appropriate e adozione di
concetti e filosofie che sono basate sulla terra e
sull’uomo, come il bioregionalismo.
Molte delle tecnologie adatte utilizzate dai permaculturisti
sono ben conosciute. Tra queste c’è l’energia solare ed
eolica, serre solari, abitazioni a risparmio energetico e
cucina a energia solare, ecc.
Grazie alla sostenibilità del sistema di coltivazione
perenne, permacultura pone un enfasi maggiore sulla
forestazione. Sistemi che integrano piante annuali a perenni
– come viali e agroforestazione – traggono vantaggio
dall’”effetto bordura”, aumentano la diversità biologica e
offreno altre caratteristiche che mancano nei sistemi
monoculturali. Il sistema di multi coltivazione che incrocia
alberi perenni con piante annuali promette una tecnica
funzionale per l’agricoltura di grandi dimensioni. Metodi
ecologici di produzioni per ogni coltivazione o sistema di
agricoltura (es. pratiche di ristrutturazione del terreno,
metodi di controllo degli insetti biologici, concimature)
sono centrali per la permacultura come all’agricoltura
sostenibile in generale.
Poiché la permacultura non è un sistema di produzione, ma
bensì un uso della terra ed una filosofia di pianificazione
delle comunità, non si limita ad metodo specifico di
produzione. Inoltre, i principi di permacultura si possono
adattare in qualsiasi azienda agricola o comunità nel mondo,
è quindi insita del posto e soggetto ad adattamenti locali
delle tecniche di produzione.
Per esempio, agricoltura biologica standard e le tecniche di
giardinaggio che utilizzano la pacciamatura, concimazione
verde, rotazione colturale, enfatizzano i sistemi di
permacultura. Ci sono molte altre opzioni e tecnologie
disponibili per sostenere gli agricoltori che lavorano
abbracciando la permacultura. La decisione da prendere è
quale sistema impiegare per uno specifico sito e come
amministrarlo.
I sistemi di agricoltura e le tecniche comunemente associate
alla permacultura includono la forestazione, le bordure,
agricoltura Keyline (amministrare terreno e acqua),
frangivento e siepi, e sistemi integrati di agricoltura come
acquacultura, policultura e ecc.
Giardinaggio e
metodi di riciclo comuni alla permacultura includono
architettura del paesaggio, keyhole
gardening, tutoraggio, sovescio, pacciamatura, chicken
tractors, serre solari, spiral herb gardens, swales e
compostaggio tramite lombrichi.
Raccolta delle acque, sistemi di utilizzo, e reciclo come il
Keyline, acque nere, raccolta delle acque pluviali,
costruzione di zone umide, aquaponics (l’integrazione di
idroponic con acquacultura), bacini idrici solari
(conosciute anche come Macchine Viventi) hanno un ruolo
importante nei progetti di permacultura.
4
L’etica della permacultura
La permacultura è unica tra i sistemi
alternativi d’agricoltura (es. biologico, sostenibile,
agricoltura ecologica, biodinamica) poiché lavora con un
codice etico che suggerisce “noi pensiamo e agiamo
responsabilmente l’un l’altro e verso la Terra”.
L’etica della permacultura da un senso di
partecipazione ad uno schema di cose più grande, e serve
come unità di vita giusta in concerto con la comunità
globale e l’ambiente, piuttosto che l’individualismo e
l’indifferenza.
Cura della Terra
……include tutte le cose viventi e non –
piante, animali, terra, acqua ed aria
Cura dell’uomo
…..promuove auto stima e responsabiltà verso
la comunità – accesso alle risorse necessarie all’esistenza
Pone limiti
alla popolazione ed al consumismo
.....regala il tempo libero, lavoro, soldi,
informazione, ed energia per ottenere l’ obiettivo della
tutela della terra e delle persone.
La permacultura fa sua una basilare etica di
vita, che riconosce l’intrinseco valore di ogni cosa
vivente. Un albero ha il suo valore, anche se non ha un
valore commerciale per l’uomo. L’albero è vivo e la sua
funzione è necessaria. La sua funzione è di essere parte
della natura, riciclare rifiuti, produrre ossigeno,
ricambiare l’anidride carbonica, fornire riparo agli
animali, costruire il terreno e cosi via.
5 I principi del design della permacultura
L’etica della permacultura è più vicina a valori morali o a
codici di comportamento, i principi di permacultura
forniscono un pacchetto di linee guida applicabili
universalmente, che possono essere usate nel progettare
habitat sostenibili. Un distillato di molte discipline –
ecologia, energia, conservazione, progettazione del
territorio, e scienza dell’ambiente – questi principi sono
tutti inerenti al design della permacultura, in qualsiasi
tipo di clima e su ogni scala.
1.
Ogni
elemento ha una multifunzionalità
2.
Ogni
funzione è aiutata da molti elementi
3.
Pianificazione di efficienza energetica
4.
L’uso delle
risorse biologiche
5.
Ciclo
dell’energia
6.
Sistemi
intensivi di scala ridotta
7.
Successione
naturale delle piante e conservazione
8.
Policultura
e diversità di specie
9.
Aumento
delle bordure all’interno del sistema
10.
Osservare e
replicare i sistemi naturali
11.
Attenzione
alla scala delle cose
12.
Comportamento
6
Risorse sulla
permacultura nel mondo
Permaculture Magazine: Solutions for Everyday Life
Permanent Publications
Hyden House Ltd, The Sustainability Centre
East Meon, Hampshire GU32 1HR
England
Email: info@permaculture.co.uk
http://www.permaculture.co.uk
Costo di US $22, trimestrali (disponibile negli USA
attraverso The Permaculture activist)
Il Permaculture Magaziene è una rivista sulla permacultura
nel mondo. Ogni uscita è una gioia da leggere, accompagnata
da foto a colori che illustrano la permacultura in azione, i
suoi prodotti e le risorse disponibile per aiutare il vivere
in modo sostenibile ed imparare. Un assortimento di piante,
specie di piante multi uso, design ecologico, e
ecoarchitettura per regioni a clima mite come in Europa e
Nord America. Una sottoscrizione da avere insieme al suo
compagno Nord Americano, The Permaculture Activist.
Earth Repair
Catalog - Permanent Publications UK
http://www.permaculture.co.uk/erc/welcome.htm
Permanent Publications pubblica inoltre un numero di libri
importanti e video sulla permacultura : Permacultura in un
guscio, Come realizzare un giardino foresta, Piante per il
futuro, Permacultura una guida per gli insegnanti, e il
Giardino sinergetico, Il Catalogo delle riparazioni della
Terra offre un estesa selezione di libri, video, risorse e
prodotti per il vivere in modo sostenibile; permaculture;
agricoltura biologica e giardinaggio, biodinamico;
agroforeste, acquacultura; animali; architettura ecologica,
tecnologia di costruzione sostenibile; comunità sostenibili
e villaggi ecologici, come anche prodotti a risparmio
energetico e prodotti per il corpo.
The Permaculture Association
(Britain)
London, WC1N 3XX
Email: office@permaculture.org.uk
http://www.permaculture.org.uk
I soci ricevono una lettera quadrimestralmente, Permaculture
Works. L’associazione offre una gamma di attività di
apprendimento, corsi di design e diploma, e pubblica The
Permaculture Teacher's Handbook.
eco-logic books
Mulberry House
19 Maple Grove
Bath BA2 3AF
Email:
info@eco-logicbooks.com
http://www.eco-logicbooks.com/
Eco logic è un distributore di libri per argomenti
specializzati, permacultura e agricoltura biologica e
giardinaggio. Degno di nota è il Manuale per insegnare
permacultura creativamente pubblicato nel 1991 da Robin
Clayfield e Skye, due insegnanti molto conosciuti. Questo è
un fascicolo con oltre 300 pagine A4 di note ed esercizi per
insegnanti che include giochi, nozioni di insegnamento e
altre idee creative.
Permaculture Villager / Forestry for a Small Planet
Trees for Africa
P.O. Box 2035
Gallo Manor 2052
Zimbabwe
Email: trees@cis.co.za
http://www.junex.co.za/tfa/
Due newsletters che trattano di permacultura, forestazione,
agroforestazione, piantagione di alberi e foreste della
communità in Sud Africa. Una notevole fonte di
informazioni, contatti e risorse per l’Africa. Copie
disponibili dal 1995 al 1999.
Kenya Institute of Organic
Farming
John Wanjau Njoroge, Director
P.O. Box 34972
Nairobi, Kenya
Email:
kiof@iconnect.co.ke
Email:
kiof@elci.gn.apc.or
http://www.kenyaweb.com/agriculture/organic-agri/index.html
Una guida di organizzazioni che promuovo l’agricoltura
biologica nella regione dell’Africa dell’Est
è una guida di 116 pagine edita da John Kanvuiro,Kihia e
John Wanjau Njoroge del Istituto per l’agricoltura biologica
del Kenya – KIOF. Riporta nomi, informazioni e brevi
descrizioni di organizzazioni che lavorano per promuovere,
ricercare ed aiutare l’agricoltura biologica nell’Africa
dell’Est.
OrganicWorld
http://www.agrar.de/bioherb/ow/index.htm
Un sito web con
un vasto numero di organizzazioni coinvolte con
l’agricoltura biologica nelle parti del mondo in via di
sviluppo.
B. Agricoltura Naturale
RISPETTO PER L’AMBIENTE
MIGLIORE QUALITA’ DI CIBO SENZA AGENTI CHIMICI
BASSI COSTI DI PRODUZIONE
BASSI COSTI PER I CONSUMATORI
PRODOTTI DAI SAPORI VERI
RINVERDIMENTO DI ZONE BRUCIATE O
BRULLE
L’erosione della terra, alluvioni,
diminuzione dell’ossigeno nell’atmosfera, aumento graduale
della temperatura del pianeta e desertificazione, scomparsa
dell’agricoltura in piccola scala, pericoli per la salute e
frutta senza sapore, cereali e verdure, prodotti
geneticamente modificate, sono il prezzo da pagare per le
foreste che spariscono.
L’agricoltura naturale è semplice, la
soluzione naturale a questo disastro.
1 Che cosa è l’agricoltura naturale?
Masanobu Fukuoka,
un patologista delle piante giapponese, ha dato origine a
quello che lui chiama il “non arare, non concimare, non
diserbare, non usare pesticidi, non fare niente metodo
dell’agricoltura naturale”. Per lui l’idea che l’uomo può
coltivare è egocentrica. In definitiva è la natura che fa
crescere le coltivazioni. Vede l’agricoltura moderna come lo
strafare per coltivare, che è lavoro insignificante.
L’agricoltura naturale è la forma primitiva di agricoltura.
Questo metodo inizia in autunno quando una varietà di semi è
miscelata con dell’argilla e schiacciata attraverso uno
schermo per poi creare delle zolle di argilla impregnate di
semi. Queste zolle servono come capsule che proteggeranno i
semi dai roditori e dagli insetti predatori sino alla
primavera. Le piante che cresceranno saranno piante che si
adatteranno all’ecosistema della regione e potranno essere
usate nel secondo e terzo anno.
2 Filosofia
La filosofia dietro
l’agricoltura naturale è che la natura è perfetta, mentre la
conoscenza umana è incompleta e limtata. L’obiettivo
principale dell’agricoltore naturale è di servire la natura,
creare un terreno fertile e piante sane e non di trarne
profitto. L’agricoltura natura si basa su una natura libera
dall’intervento dell’uomo.
3 Applicazione
La preparazione e la
realizzazione delle palline di semi è molto semplice.
Mettere in un mixer 300 grammi di semi con 3 secchi di
argilla, 3 secchi di truciolato, muffa e acqua. Svuotare la
mistura per fare le palline. Lasciare le palline in posto
soleggiato per 2/3 giorni sono a quando sono asciutte e poi
metti 3 palline per ogni metro quadro che si vuole piantare.
L’argilla protegge i semi dai roditori e dagli insetti,
mentre la selezione di un periodo piovoso per la fase
dell’inseminazione arreca le migliori condizioni possibile
per il germoglio del seme. Si possono usare semi da alberi
della foresta, da frutto, foraggio, verdure e cereali. Un
anno dopo la semina, alcune di queste piante cresceranno
dando un indicazione di che cosa è adatto al terreno ed al
clima. Durante il secondo e terzo anno l’indicazione è
ancora più chiara di che piante e alberi sono adatti per
quella particolare zona.
3.1
Perchè piantare una grande varietà di semi?
Se noi piantassimo
una grande varietà di semi, possiamo assicurarci che alcuni
di questi germoglieranno, a prescindere dalle condizioni.
Se la superficie della terra è ricoperta di vegetazione,
anche se per un breve periodo, un calo della temperatura
sarà ottenuto. Non dimentichiamoci del ruolo delle piante
pilota che ci aiutano a creare le condizioni che permettono
ad altre piante di crescere. Un altro motivo per il quale
piantiamo grandi varietà di semi e i microrganismi possono
svegliare il terreno dormiente. IL terreno non ritorna alla
vita solo se piantiamo piante utili in una zona desolata e
brulla. Le piante non crescono in condizioni di
solitudine. Per esempio, gli alberi per crescere e
raggiungere buone altezze, hanno bisogno di un terreno che
corrisponda al loro sistema radicale. Alberi bassi sono da
preferire per proteggere la base degli alberi più alti,
mentre la presenza di cespugli e sottobosco garantiscono la
presenza di microrganismi necessaria. In altre parole, un
grande albero è la cooperazione di una moltitudine di esseri
viventi. Quando una foresta con un’alta densità di
vegetazione è creata, la pioggia inizia a cadere. Le nuvole
si formano sulle montagna e si schiariscono sulle valli. Il
fattore primario di una foresta non sono solo gli alberi più
alti. Felci, muschi, foglie cadenti, tutti hanno un ruolo
primario.
3.2 Quale è la differenza tra agricoltura naturale e
agricoltura scientifica?
I cinque maggiori
principi di agricoltura naturale sono
- Non lavorazione
- Non concimare
- Non usare pesticidi
- Non diserbare
- Non potare
L’agricoltura
scientifica, si caratterizza per l’uso di queste attività
3.3 Quale è la differenza tra agricoltura naturale e
biologica o organica?
In agricoltura
biologica o organica vi è uso della lavorazione del terreno,
delle potature, di erbicidi e concimi organici. Inoltre il
prezzo di vendita dei prodotti dell’agricoltura naturale è
molto inferiore dei prodotti organici o biologici.
3.4 Quale è
la differenza tra agricoltura naturale e agricoltura
tradizionale?
Nell’agricoltura
tradizionale si fa uso delle lavorazioni del terreno dei
concimi, delle potature e dei diserbanti.
4. Chi può applicare l’agricoltura naturale? Quali sono gli
aspetti economici di questo metodo?
Oggi è
generalmente accettato, anche dagli addetti ai lavori che
l’agricoltura chimico scientifica abbia fallito. La
promessa Rivoluzione Verde, non solo non ha risolto il
problema della fame nel modo; ma al contrario, l’ha
aggravato distruggendo e devastando vaste aree di terreno.
Allo stesso tempo, l’uso sconsiderato di pesticidi e concimi
ha inquinato irreparabilmente le falde acquifere, i mari, i
fiumi, i laghi e l’atmosfera e la salute dell’uomo. Ha
virtualmente alienato i piccoli agricoltori e ha stabilito
grandi business agricoli. I costi di produzione sono
aumentati enormemente, i prezzi dei prodotti sono stati
congelati e i piccoli agricoltori sono al declino.
L’agricoltura naturale ha costo zero di produzione in quanto
non si utilizzano macchinari, pesticidi, ecc e inoltre,
l’agricoltore trae profitto vendendo i prodotti a qualsiasi
prezzo. Inoltre la fertilità del terreno aumenta
continuamente e la sua produttività diventa sempre più
grande. Le conseguenze dell’agricoltura chimica sono la
desolazione e l’abbandono del suolo. Solo attraverso l’alta
concentrazione di sale nel terreno, causato dall’uso di
concimi, 100.000.000 acri di terra diventano inadatti
all’agricoltura ogni anno.
L’agricoltura
naturale è la sola e unica risposta ai problemi causati
dall’agricoltura chimica. Rispetta l’ambiente e l’uomo,
contribuisce al miglioramento della fertilità del terreno e
non consuma energia. Oltre che dagli agricoltori
professionisti, l’agricoltura naturale può essere praticata
anche dai dilettanti.
5. Il
contributo dell’agricoltura naturale all’aumento delle precipitazioniFukuoka asserisce: “ Nei deserti non si può coltivare perché non
c’è pioggia; ma la pioggia non c’è perché non c’è vegetazione. Costruire una
diga nel deserto è un tentativo per trattare i sintomi di una malattia ma non è
strategia per aumentare le piogge. Prima dovremmo imparare a come ristabilire le
antiche foreste.” |